Messaggio di buon natale, a reti unificate per il calcio a 5 tricolore. A reti unificate perché tutti, ma proprio tutti i contenitori di futsal nostrano l’hanno semplicemente copiato e incollato sulle loro pagine. Nessuno si è chiesto se quelle dichiarazioni avessero attinenza con la realtà, perché così a spanna alcune sembravano decisamente esagerate.
Andiamo con ordine.
I numeri parlano chiaro: gli oltre 5.000 spettatori della finale scudetto di Catania sono stati l’apice di un percorso di grandi eventi che hanno registrato riscontri positivi, con palazzetti gremiti, atmosfere festose e un pubblico in crescita, composto sia da appassionati storici sia da nuovi tifosi incuriositi dal nostro sport.
2019, Faenza. Final Four di Coppa Italia, palazzetto con la stessa capienza. Stesso identico successo, almeno a leggere i trionfali comunicati di allora. Sui palazzetti gremiti, vi risparmio la lunga sequenza di screenshot presi dagli streaming con spalti desolatamente vuoti, oppure pareti imbiancate come tempi alla dea Vesta perché la struttura ha una sola tribuna. Per le atmosfere festose vi rimando alle comunicazioni del giudice sportivo, nel caso vi foste persi le risse in diretta sul canale YouTube.
La partnership con Sky Sport continua a essere una vetrina fondamentale, così come il canale YouTube della Divisione, la vera casa del futsal italiano, arricchito dalla Champions League, dalla copertura integrale della Serie A maschile e femminile e, da questa stagione, anche della Serie A2 Élite.
Certo, Sky Sport YouTube è una vetrina fondamentale. Che le partite di Serie A di futsal in questa stagione facciano meno views del campionato di tagliatori di legna potrebbe essere un indicatore importante circa il reale valore del prodotto. Si potrebbe riflettere anche sulla reale capacità di accumulare views della finale scudetto di Catania rispetto agli ottavi di finale della Kings Club World Cup.

Vediamo il canale YouTube della Divisione Calcio a 5? Proviamo a comparare i numeri con quelli del canale della RFEF, della Liga di futsal che in Spagna è considerata in forte declino, quasi fallimentare.


Se vi dicessi che quei numeri sono paragonabili al canale YouTube della Federazione Calcistica del Vietnam?

Potrebbe essere molto più importante cosa viene proposto rispetto al luogo nel quale viene fatto. Se il futsal italiano, ma in generale il futsal, è un prodotto così bello, come mai ha una viewership così marginale? Il proprietario di un teatro dovrebbe chiedersi cosa manda davvero in scena se la sala si riempie una manciata di volte all’anno. Ogni operazione commerciale può andare in perdita solo se qualcuno la finanzia accettando di non veder mai un ricavo dall’investimento.
Ma ciò che conta davvero è il futuro. Ed è proprio sul domani che stiamo concentrando energie, competenze e visione.
Del domani non v’è certezza… scriveva Lorenzo de Medici. La promessa d’un domani migliore, d’una età dell’oro che è lì appena oltre l’orizzonte, è la chiave di ogni campagna elettorale populista. C’è solo un uomo che può condurvi lì, dopo un passato buio. Che poi negli ultimi 10 anni, in questa disciplina, ci siano gli stessi uomini nella stanza dei bottoni, non deve trarvi in inganno. Si può essere il passato, il presente e il futuro…
Ogni anno il futsal registra un anno di successi, incredibili. Migliore di quello precedente e il prossimo anno sarà ancora migliore. Così ininterrottamente nelle ultime due legislature sportive. Una crescita iperbolica. I professionisti del calcio faticano a trovare denaro, le società falliscono a ogni battito di ciglia, ma nulla di tutto questo accade nel futsal. Il futsal cresce, la sua visione si concretizza. Così… In una “grande moria delle vacche”, come recitavano Totò e Peppino. Perché la realtà del futsal italico potrebbe più essere vicina alla frase: “Signorina, veniamo noi con questa mia a dirvi una parola che scusate se sono poche, ma settecentomila lire a noi ci fanno specie quest’anno, c’è stata una grande moria delle vacche come voi ben sapete…”. [Totò, Peppino e la… Malafemmina. 1956]

