Mercedes domina le qualifiche del GP Australia 2026: Russell in pole, Antonelli sotto investigazione

La prima qualifica della nuova era regolamentare ha parlato chiaro: Brackley è tornata. Tutto il resto è ancora da capire.

C’è un modo elegante per esordire in una nuova era regolamentare: fare la pole con tre decimi di margine sul compagno di squadra e quasi otto sul resto del mondo. George Russell lo sa. Lo sa anche Toto Wolff, che in FP3 aveva già mostrato le carte — sei decimi sulla concorrenza — con la flemma di chi ha aspettato tre anni per farlo.

Mercedes ha costruito una macchina che capisce il nuovo regolamento meglio delle altre. Non è un’impressione. È un 1m18.518s su un circuito dove tutti partivano dalla stessa casella bianca.

Il problema si chiama ventola

Kimi Antonelli avrebbe dovuto essere la storia bella della giornata. Secondo anno in Mercedes, la pressione che sale, la macchina ricostruita a tempo di record dopo il botto in FP3 — anche grazie alla bandiera rossa regalata da Verstappen in Q1. Rimonta fino al provvisorio secondo posto. Tutto sotto controllo.

Poi è uscito dai box in Q3 con le ventole di raffreddamento del sidepod ancora attaccate alla vettura.

Una è andata nella ghiaia alla curva 1. L’altra l’ha raccolta Lando Norris con la McLaren, riducendola in frammenti e sparpagliando detriti sul tracciato. Bandiera rossa, investigazione aperta, seconda investigazione per un meccanico che aveva messo un piede nella corsia veloce della pit lane.

In Mercedes sanno fare le macchine. I processi, a volte, sono ancora in costruzione.

Se le penalità arrivano, Isack Hadjar sale in prima fila al suo debutto ufficiale con Red Bull Racing. Peggio per lui che fosse il modo in cui ci arriva.

Verstappen e il retrotreno che non risponde

Il campione del mondo ha fermato la sua sessione alla curva 1, nel più letterale dei modi. Bloccaggio all’asse posteriore in frenata e in scalata, barriere, nessun tempo. Partirà dal fondo.

Non è solo un incidente. . Verstappen non era soddisfatto della macchina già nei test. Melbourne non ha cambiato il tono della conversazione.

Il gruppo di mezzo, compresso come mai

Dietro le due stelle di Stoccarda, cinque macchine in 0.175 secondi: Hadjar, Leclerc, Piastri, Norris, Hamilton. Ferrari, McLaren, Red Bull — tutto in un fazzoletto. Significa che il midfield 2026 sarà una guerra lunga, spietata e decisa nei dettagli.

Racing Bulls ha impressionato, soprattutto il rookie Arvid Lindblad, velocissimo in Q1 e Q2 prima di cedere il passo al più esperto Lawson nell’ora che conta.

Bortoleto ha portato l’Audi in top 10, poi si è fermato all’ingresso della pit lane a fine Q2, mancando per un soffio un contatto con Lindblad in arrivo a tutta velocità. Episodio da non sottovalutare.

Haas e Alpine, attese più avanti dopo i test invernali, non hanno trovato il passo. Alonso è uscito in Q1. Sainz e Stroll non hanno nemmeno preso parte alla sessione, per guasti meccanici.

La prima qualifica del 2026 dice una cosa sola con assoluta chiarezza: Mercedes ha fatto i compiti. Tutti gli altri stanno ancora leggendo il testo dell’esercizio.

Il campionato, però, si costruisce in diciannove gare. Non in una.


Vittorio Gravel — Linea Laterale Dal bordo pista, la velocità torna umana.

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Di Vittorio Gravel

Vittorio covers motorsport as a cultural ecosystem rather than a sequence of races. He focuses on people, contexts, and contradictions, blending reportage and analysis with a calm, direct tone. He prefers the details that reveal more than official statements ever do.