Tra Miami e Monaco la FIA ha misurato i propulsori e ha scritto a tutti i team. Ferrari ha ricevuto una lettera importante per il suo contenuto: gap certificato tra il 6 e l’8% rispetto al benchmark, identificato in Red Bull. Quel dato, formalizzato dalla Federazione, ha sbloccato due token di sviluppo ADUO. Il primo dei due debutta a Zeltweg.
La sigla interna è ICE ADUO 1. Non è un intervento d’urgenza costruito nelle ultime settimane: la specifica era in sviluppo dallo scorso inverno, e il sistema ADUO ha semplicemente accelerato la finestra in cui presentarla. Ferrari avrebbe potuto tenersi entrambi i token e utilizzarli insieme dopo la pausa estiva. Ha deciso di non farlo.

Perché adesso e non ad agosto
Il Red Bull Ring penalizza chi ha pochi cavalli in uscita dalle curve lente. Le curve sono strette, i rettilinei brevi: la spinta del propulsore conta più che a Barcellona, dove l’aerodinamica copriva meglio le lacune al posteriore. Portare ICE ADUO 1 qui ha un senso tecnico preciso. Si raccolgono dati in condizioni che amplificano la differenza tra le specifiche e questo lascia il secondo token disponibile per un intervento più consistente, probabilmente poco prima della pausa o subito dopo.
Con il nuovo propulsore arriva anche una miscela Shell biofuel aggiornata. Il pacco viene registrato come terza unità della stagione, dentro i quattro slot garantiti prima delle penalità in griglia.
C’è anche un vantaggio operativo che di solito passa in secondo piano. Un aggiornamento introdotto sotto ADUO consente alla Ferrari di alternare, prima del parco chiuso, tra la specifica nuova e la vecchia. Gestire il chilometraggio dei propulsori in questo modo è meno banale di quanto sembri, in un anno in cui ogni motore conta.
Il lavoro sull’aerodinamica è finito
Sul fronte telaio il discorso è chiuso, o quasi. I due pacchetti di Miami e Barcellona valgono insieme circa sette-otto decimi sulla specifica di lancio. Più di quanto abbiano estratto McLaren e Mercedes con i loro programmi di sviluppo, almeno a oggi.
Parte di quel guadagno viene da una scelta fatta mesi prima: la SF-26 era stata congelata presto, in modo da studiarla prima di impegnarsi su modifiche strutturali. Loic Serra ha poi concentrato lì una quota consistente del budget aerodinamico. Adesso quelle risorse sono quasi esaurite. I prossimi aggiornamenti saranno adattamenti circuito-specifici: Silverstone, Spa, qualche ritocco all’ala “Macarena”. Niente di strutturale prima di agosto.

Beganovic in pista, Hamilton da verificare
A Barcellona Dino Beganovic aveva già girato in FP1 con la SF-26, confrontando la specifica pre e post upgrade su dati reali. A Zeltweg ripete: Leclerc gli cede il volante nella prima sessione. Ferrari raccoglie, confronta, decide.
La vittoria di Hamilton in Spagna aveva già mostrato che il pacchetto funziona: dal sabato mattina la SF-26 aggiornata girava su ritmi che nessuna strategia a tre soste avrebbe potuto costruire da sola. Il tema adesso è capire se lo stesso vale su un circuito che strapazza il propulsore più della Catalogna.
ICE ADUO 1 risponde a quella domanda. Il secondo token è ancora in cassaforte.

