l weekend appena chiuso, soprattutto nello sport americano, è stato quello delle cerimonie per l’11 settembre. Bandiere a mezz’asta sopra gli stadi, un minuto di silenzio prima del fischio d’inizio. Allo Yankee Stadium o a una partita del Boston College cambia la città, non la misura del dolore che attraversa ancora tutti e cinquantuno gli stati dell’unione, ancora vivo come allora.
È stato anche il sabato della Red River Rivalry. Texas Longhorns contro Oklahoma Sooners, centomila persone sedute a guardare ragazzi in età universitaria giocare a football americano. È solo la terza partita della stagione di college football 2026, ma per esito e importanza non ha rivali. Centomila spettatori per un match tra studenti: negli Stati Uniti funziona così da un secolo buono.
A proposito di derby, lo United ne perde un altro, quello di Manchester. A Madrid, sul nuovo circuito di Formula 1, vince Antonelli, con un po’ di fortuna che non guasta mai. Si corre anche la MotoGP. C’è l’Italvolley maschile in campo, agli US Open Zverev batte l’idolo di casa, si disputano i World Athletics Ultimate Championships, e la Juventus di Spalletti si suicida a Reggio Emilia. La prima giornata di NFL si prende tutta la notte italiana, lo schermo da ottanta pollici acceso fino all’alba.

Ecco, in mezzo a tutto questo: le “settebellezze” del futsal femminile italiano, dove dovrebbero trovare spazio? Il movimento perde talento più in fretta di quanto ne produca, tra un ricambio generazionale che non arriva e un gruppo di giocatrici che comunque invecchia. E sopra, a coprire tutto, la solita retorica da telecronaca d’antan. Rende tutto più spento di quanto già non sia.
Trecento visualizzazioni per gli highlights di una partita non sono né tante né poche, di per sé. È il numero che TikTok regala a chiunque carichi un video, un campione gratuito, la mancia che la piattaforma lascia a tutti indistintamente. Chiamarle straordinarie richiede il coraggio dell’ignoranza o della follia, o meglio ancora di entrambe insieme. Lo slogan, giusto per ricordarlo, era “Ancora più visibilità”. Certo.
Questo è il tempo degli interest media. Gli sport minori che restano aggrappati alla retorica ciclica non cambieranno la dinamica restando fermi lì. Abusare degli stereotipi li rende solo noiosi, punto. Magari un giorno tornano di moda, come i vinili sui giradischi ritrovati in soffitta. Con una differenza, però: i vinili, un tempo, erano mainstream. Difficile che accada a chi non lo è mai stato.

