McLaren F1 2025: Errori Che Hanno Salvato Verstappen

Gli Errori di McLaren

Quando Max Verstappen ha dichiarato una settimana fa di essere ancora in corsa per il titolo mondiale 2025 solo grazie ai “fallimenti” di McLaren, probabilmente non immaginava che il team di Woking gli avrebbe regalato un altro assist clamoroso proprio alla vigilia del gran finale. Eppure è esattamente quello che è successo in Qatar, dove una scelta strategica discutibile ha tolto a Oscar Piastri quella che sarebbe stata una vittoria comoda. Ora, alla vigilia del Gran Premio di Abu Dhabi, Lando Norris mantiene un vantaggio di appena 12 punti su Verstappen, con Piastri a 16 lunghezze dalla vetta. Una battaglia a tre che, sulla carta, non dovrebbe nemmeno esistere.​

Il Disastro Strategico del Qatar

La corsa di Losail ha messo in luce quello che potrebbe essere l’errore strategico più grave della stagione. Durante una safety car a metà gara, McLaren ha scelto di tenere entrambe le vetture in pista mentre i rivali rientravano ai box per gomme fresche. La preoccupazione del muretto era legata ai possibili ritardi in una pit lane affollata e alla posizione sfortunata del loro box, il primo all’ingresso della corsia.​

Una valutazione eccessivamente prudente che è costata carissimo: Piastri ha perso la leadership in favore di Verstappen, mentre Norris è scivolato dal terzo al quarto posto, superato anche da Carlos Sainz e Kimi Antonelli prima di recuperare una posizione nel finale. Il risultato? Verstappen ha conquistato il massimo bottino di punti possibile, riducendo drasticamente il gap e inserendosi prepotentemente nella lotta per il titolo a una sola gara dalla fine.​

I Conti Non Tornano

L’affermazione di Verstappen secondo cui avrebbe già vinto il mondiale con una McLaren non è poi così campata in aria, se guardiamo ai numeri. Un’analisi dettagliata delle occasioni sprecate rivela che Oscar Piastri ha lasciato sul tavolo ben 87 punti potenziali nel corso della stagione, tra errori personali e sfortune varie.​

Il colpo più duro è arrivato in Australia, davanti al pubblico di casa, quando l’improvviso acquazzone lo ha tradito nelle fasi finali: uscito di pista con gomme slick su asfalto bagnato, è precipitato dalla seconda alla tredicesima posizione. Un errore comprensibile nelle condizioni estreme, ma comunque un errore che gli è costato un podio sicuro.​

Ma non finisce qui. Tre vittorie gli sono sfuggite trasformandosi in secondi posti: a Silverstone per una penalità controversa al restart dopo la safety car, in Ungheria dove il team ha permesso a Norris di passare alla strategia vincente a una sosta, e ovviamente in Qatar con l’errore strategico già citato. L’ultimo terzo di stagione è stato particolarmente difficile per l’australiano: weekend disastroso a Baku, incidenti nelle sprint race di Austin e Brasile, la penalità ampiamente contestata nel GP brasiliano, e la squalifica tecnica a Las Vegas.

Anche Norris Ha Le Sue Colpe

Lando Norris non può considerarsi immune dalle critiche, con 72 punti stimati lasciati per strada. Il guasto al motore a Zandvoort gli è costato una seconda piazza, così come la performance sottotono a Las Vegas: già questi due episodi rappresentano metà del suo bottino di punti persi.​

Gli errori più costosi del britannico si concentrano nella prima parte della stagione: qualifica e gara opache nella sprint cinese, l’incidente in qualifica in Arabia Saudita, e soprattutto la collisione con il proprio compagno di squadra Piastri in Canada. Anche il weekend di Baku è stato deludente, e in Qatar va sottolineato che, pur penalizzato dalla strategia sbagliata, Norris ha comunque mostrato un passo inferiore rispetto alle aspettative, perdendo posizioni contro Sainz e Antonelli prima di recuperarne una solo grazie a un errore del pilota Mercedes.​

Verstappen Non È Stato Perfetto, Ma Quasi

Per par condicio, va detto che nemmeno Max Verstappen ha vissuto una stagione impeccabile. L’olandese ha ammesso che il suo errore più grande è stato perdere la testa in Spagna, quando dopo essere stato costretto a far passare George Russell, ha reagito in modo eccessivamente aggressivo causando un contatto evitabile. Un momento di “nebbia rossa”, come lo ha definito lui stesso, che gli è costato punti preziosi.​

Anche il testacoda al restart in condizioni di bagnato a Silverstone gli ha negato un podio possibile. Tuttavia, rispetto ai rivali di McLaren, Verstappen ha massimizzato meglio le opportunità e commesso meno errori significativi, dimostrando perché resta uno dei piloti più completi in griglia.​

Il Verdetto Finale Ad Abu Dhabi

La matematica del Yas Marina Circuit è spietata ma chiara. Norris parte favorito con 12 punti di vantaggio: gli basta controllare Verstappen per vincere il suo primo mondiale. L’olandese deve invece vincere e sperare che il britannico finisca quinto o peggio per conquistare un quinto titolo consecutivo.​

Piastri ha la strada più in salita: deve vincere e vedere Norris sesto o peggio per compiere il miracolo. Uno scenario da ultima spiaggia, ma tecnicamente ancora possibile. McLaren potrebbe persino ritrovarsi nella posizione scomoda di dover decidere se sacrificare le ambizioni di Piastri per aiutare Norris, come già fatto nella sprint brasiliana quando il divario sembrava incolmabile.​

Quella che doveva essere una passeggiata trionfale verso un doppio titolo si è trasformata in un thriller che si deciderà solo domenica. Verstappen ha ragione quando parla di “fallimenti” McLaren: con la monoposto più competitiva della seconda metà di stagione, il team avrebbe dovuto chiudere i giochi con largo anticipo. Invece, tra errori strategici, incidenti evitabili e occasioni sprecate, la porta è rimasta socchiusa fino all’ultimo.​

Chi alzerà il trofeo ad Abu Dhabi avrà comunque disputato una grande stagione. Ma guardando i numeri, è impossibile non chiedersi cosa sarebbe potuto essere se McLaren avesse evitato anche solo la metà degli errori commessi nei dieci mesi di questo campionato emozionante e imprevedibile.​