Miami 2026: McLaren aveva la macchina. Mercedes aveva il passo giusto.
A Miami la McLaren arriva “diversa”. Il pacchetto di aggiornamenti è corposo, il divario dalla Mercedes si restringe, e per la prima volta in questo avvio di stagione Norris guida una monoposto che può realmente vincere. Lo dimostra il sabato: sprint vinta, anche grazie a una Mercedes che aveva complicato la sua gestione dell’energia elettrica più del necessario, perdendo tre o quattro decimi nel primo settore. Poi aveva corretto. Wolff non nega niente: hanno reso tutto più difficile di quanto fosse necessario, poi hanno risolto.
La domenica è un’altra storia, ma si arriva alla medesima conclusione.

Il giro che ha deciso tutto
In gara la McLaren si porta in testa presto. Norris supera Leclerc e Antonelli nella fase iniziale, prende la testa e comincia a gestire. La pioggia aleggia, non arriva. Il gap su Antonelli si stabilizza intorno a due secondi. Uno spazio difficile da chiudere in pista in una gara regolare, abbastanza stretto da rendere l’undercut credibile.
La Mercedes lo sa, e aspetta soltanto che il rischio pioggia scenda sotto la soglia di guardia. Appena può farlo con ragionevole sicurezza, richiama ai box Antonelli. Un giro prima che la McLaren possa replicare. Rientro pulito, cambio gomme in 2,2 secondi, uscita dalla corsia senza problemi.
Norris rientra il giro successivo. Esce davanti. Curva 4, Antonelli passa.
Norris lo aveva detto subito: avrebbero dovuto fermarsi prima. Non c’è altro da aggiungere.

L’analisi di Stella
Andrea Stella elenca i problemi riscontrati con la calma di chi ha già fatto il conto. Il timing sbagliato. Il tempo perso nel rientro ai box. Il cambio gomme non perfetto. Sono tre punti distinti, non uno sfortunato concatenarsi di eventi.
“Esecuzione, adattamento, ottimizzazione.” È la formula che usa per descrivere quello che decide una gara quando le macchine sono vicine. È anche, precisamente, quello che la Mercedes ha fatto meglio.
Il paradosso è che Stella crede ancora che la McLaren fosse la macchina leggermente più lenta. Probabilmente non è vero.
Il quadro Finale
La Mercedes vince per la quarta volta consecutiva in questo campionato. Non ha ancora mai concluso in testa il primo giro di una gara partendo dalla pole. Porta aggiornamenti minori, fatica il sabato, sistema la domenica mattina, vince.
La McLaren ha ridotto il distacco. Il problema è che anche questo, per ora, non basta. La vera incognita non è se siano competitivi: lo sono. È cosa succede quando la Mercedes porterà il proprio sviluppo, se lo spazio che si è ristretto a Miami si riaprirà di nuovo fino a rendere inutile qualsiasi tattica avversaria.
Per adesso, la differenza è un giro sbagliato nell’inlap e una decisione presa un giro tardi. In una stagione così serrata, è più che abbastanza.