Test Bahrain 2026 F1: Mercedes avanza, Verstappen protesta e la FIA cambia le regole a stagione in corso


C’è un momento preciso in cui un test smette di essere una prova e diventa una dichiarazione. Il primo giorno del secondo test di Bahrain ha cominciato ad assomigliare a questo.

Il campo si stringe, ma non troppo

Settimana scorsa, guardando dal bordo pista, le differenze tra le vetture erano evidenti. Oggi molto meno. Tre secondi e tre decimi separano la prima dall’ultima — un dato che comprime artificialmente un divario che in Australia sarà probabilmente più ampio, ma che racconta comunque qualcosa di importante: il disastro da cambio regolamentare, quello che molti temevano, non si è materializzato. Le squadre hanno imparato in fretta. Alcune più in fretta di altre.

Mercedes: il telaio prima del motore

L’upgrade portato dalla Mercedes ha fatto quello che ci si aspettava, ma in un modo che merita attenzione. La W16 non ha impressionato per velocità di punta o per gestione dell’energia. Ha impressionato per come si muoveva. Equilibrio, postura in curva, risposta. Tre decimi al giro su Hadjar in Red Bull — con gomme uguali e più giri da smaltire.

Questo suggerisce che il vantaggio Mercedes, oggi, viene dal telaio più che dal propulsore. Quanto il motore contribuirà lo scopriremo più avanti. Il che, per i rivali, è una notizia potenzialmente peggiore.

La politica dei rapporti di compressione

Nel frattempo, il vero motore della settimana gira altrove: nell’ufficio del direttore tecnico della FIA. Ferrari, Audi, Honda e Red Bull hanno spinto per una modifica ai test sulle temperature dei motori — 130°C come nuovo parametro di verifica — convinti che Mercedes sfrutti qualcosa che le norme attuali non riescono a cogliere.

Il voto è atteso la prossima settimana. Passerà. E Mercedes manterrà qualunque vantaggio abbia per almeno tredici gare. Poi si vedrà.

È la politica della Formula 1 nel suo formato classico: chi non riesce a copiare, cambia le regole.

Verstappen parla. E non cambia idea.

Max ha detto di nuovo quello che pensa. Formula E con steroidi, batteria da eliminare, focus sul motore termico. Lo ha ripetuto con calma, senza scuse, ricordando che viviamo in un mondo libero e che rispondere alle domande con onestà non dovrebbe essere scandaloso.

Ha ragione sul metodo. Sul merito, il regolamento è già scritto e lui lo sa. Ma Verstappen che si lamenta pubblicamente è anche un Verstappen che si protegge dalla narrativa: se la Red Bull fatica, è il sistema il problema, non lui.

Aston Martin: il tempo che manca

Lance Stroll finisce nella ghiaia, la squadra completa meno giri di chiunque altra, e Fernando Alonso parla di soluzioni in arrivo senza specificare quando. Melbourne è vicina. I problemi, evidentemente, di più.

Il 2026 è iniziato. Non con il botto — con qualcosa di più interessante: le prime scelte che avranno conseguenze a lungo termine. Dall’Australia in poi, il paddock smette di parlare di test.

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Di Vittorio Gravel

Vittorio covers motorsport as a cultural ecosystem rather than a sequence of races. He focuses on people, contexts, and contradictions, blending reportage and analysis with a calm, direct tone. He prefers the details that reveal more than official statements ever do.