“Nazionali e club maschili brillano per assenza nelle competizioni internazionali…”
Questo l’incipit d’un articolo apparso sulla Gazzetta dello Sport nella sua versione PLUS, quella a pagamento. Ora che è la rosea a raccontarvi che non siete così belli, in crescita e brillanti come credete, affronterete la realtà. No. Perché non è elettoralmente conveniente.
Cosa succede al Futsal Italiano?.
Bella domanda.
Una squadra italiana manca dalle Final Four di UEFA Champions League dal 2016, si legge nell’articolo. Eppure a leggere la stampa di regime il successo del futsal italiano è così palese, c’è una nuova età dell’oro. Una Golden Age che ne segue una appena conclusa. Così per la precisione. L’Italia, campione nel 2003 e nel 2014 ma eliminata al primo turno nel 2018 e nel 2022, dovrà passare dai playoff per accedere all’edizione del 2026.”
Ne segue una interessantissima analisi di Nicola Giannattasio che vi invito non solo a recuperare ma ad imparare a memoria. Perché in questa disciplina a rimbalzo scarso l’altro elemento in scarsa disponibilità è appunto la memoria.

Scarsa come la capacità d’analizzare i dati per quelli che sono. Quando qualcuno lo fa, dovrebbe diventare una lettura obbligatoria.
Giannattasio ricorda che la Riforma Bergamini nasceva dall’indubbia realtà che vedeva un massiccio impiego in campo degli oriundi in campo mentre gli under 20 erano relegati ad indossatori di pettorine in panchina. Quella autoritaria sterzata legislativa ha però generato un effetto che spiega Fulvio Colini:
“…un taglio netto del genere è stata una follia. Ci siamo ritrovati con alcuni giocatori italiani che guadagnano il doppio di quanto guadagnavano prima gli oriundi, ma che, e lo dico proprio chiaramente, non sono forti come loro. E così il livello generale del campionato si è abbassato.
È un virgolettato, nel caso non l’aveste notato.
La nuova governance del Presidente Castiglia, che aveva difeso come rivoluzionaria, illuminata e indispensabile, la riforma Bergamini come primo atto ha cancellato quella riforma. Dovevano esserci al massimo quattro oriundi, torneranno ad essere sette. Del maxi pasticcio del roster ne parleremo a parte.
Quando ad ogni anno si cambiano le regole è impossibile programmare, ammesso che qualcuno nel calcio a 5 italiano lo faccia davvero. La parola progetto del calcetto a 5 italico dovrebbe essere equiparata alla blasfemia, insieme a “famiglia. Siamo tornati a 7 stranieri. Abbiamo più tipi di formati che gusti di Gatorade ma guai…dico guai a controllare davvero che gli atleti vengano retribuiti.
La nazionale femminile di calcio a 5 che parteciperà al primo mondiale della storia del futsal femminile da Novembre, ha seguito lo stesso percorso di quella maschile. Ha ottenuto i servigi sportivi di quante più oriunde è riuscita a reclutare e ha elevato il suo livello tecnico in un brevissimo lasso di tempo. La domanda che si pone l’autore del pezzo è la medesima che si pongono molti ne movimento. Una volta esaurita la corsa agonistica di queste oriunde, cosa resterà del movimento femminile?

