Esports vs Calcio: Perché i Gamer Sono Tifosi Migliori

Cancelli aperti dalle nove del mattino, posti tutti esauriti. Dall’interno di quest’arena, il calcio a 5, quello che fuori dai confini dell’italica penisola chiamano futsal, sembra così lontano. Eppure la stagione è già iniziata, quella femminile è lontana solo una settimana.

Posti a sedere introvabili, qualche imbucato qua e là, ma quello che mi sorprende di più non sono gli skybox da 300 euro stipati come un vagone della metropolitana nell’ora di punta. È il perché sono qui. In fondo le partite le seguiamo tutti da uno schermo, anche se questo nell’arena è gigante. Per di più senza commento tecnico, non è che sia indispensabile, però…

La differenza tra tifosi tradizionali e quelli degli esports

C’è una differenza fondamentale tra i tifosi di calcio (e quei pochi del futsal) e quelli degli esports. Quando guardate una partita di calcio da tifosi, sospendete per 90 minuti la percezione della realtà, accettate di affidarvi alla passione, alle sensazioni piuttosto che alla conoscenza e alla ragione. Per questo il tifoso valuta e giudica gesti atletici e tecnici come se fosse capace di replicarli, si sorprende per un passaggio a suo dire “elementare” che però è incapace di fare anche nella partita tra amici del giovedì.

Se vi capitasse mai di ascoltare la folla che assiste a un match di alto livello come quelli di questo TI 2025, vi accorgerete che è tutto un “oooooh” di ammirazione, un esultare quando c’è una kill o una gran giocata. Perché? Perché nella maggioranza delle occasioni ci si affida allo stupore? Perché i tifosi degli esports tutti, in questo caso di DOTA 2, sono anche praticanti.

Giocano ossessivamente, tutti i giorni, anche per molte ore. Sulla stessa mappa, con le stesse abilità, con lo stesso equipaggiamento. L’unica differenza è l’abilità naturale. Il tifoso è un appassionato di esports che ha esattamente coscienza e conoscenza di quanto sia difficile replicare quello che ha appena visto accadere.

Il paradosso del tifoso di calcio

Il tifoso di calcio, se vede un gol straordinario al 94° realizzato da un ragazzino nemmeno ventenne, esclama sicuro: “che culo. Già, la fortuna, vero amico tifoso? Tu che non riusciresti nemmeno a colpire un pallone su un campo di Serie A. Ogni riferimento al gol vittoria di Vasilije Adžić contro l’Inter di ieri (13 settembre 2025) è voluto. Il cinque maggio non passerà mai.

La vera forza degli esports

La forza degli esports non è la “visibilità” che tanti sport minori sembrano considerare la panacea di tutti i loro mali, la pietra filosofale che trasformerà il loro prodotto in un prodotto di successo. È nella sua capacità di rendere i praticanti, tifosi.

Quante volte vi è capitato di giocare una partita con uno dei vostri idoli calcistici? Zero. Nemmeno con quelli del futsal. Invece, se siete nel top tier di DOTA 2, vi potrebbe capitare di ritrovarvi contro o in squadra con uno dei vostri idoli che magari usa un account secondario per sperimentare qualche build.

Nessun tifoso di calcio incontrerà al campo dove gioca al giovedì a calcetto Vinicius, ma se giocate a DOTA 2 non è escluso che vi possiate trovare di fronte, senza saperlo, Yatoro. Ma non è tutto qui: è la possibilità di giocare 24 ore al giorno, sette giorni su sette, senza doversi sbattere per trovare una squadra. Anche se, a pensarci bene, è meglio averla.

Una cultura diversa

I tifosi di esports sono anche coscienti di essere consumatori del prodotto gaming, in tutti i suoi aspetti, e accettano di esserlo come mezzo per supportare i loro beniamini. Sarà per via della cultura degli idol che dall’Asia ha investito il resto del mondo, sarà per un humus che esiste tra i gamer, ma è a distanza siderale dalla cultura del tifoso di calcio.

Le giornate di un torneo come The International assomigliano più a quelle di un concerto che a quelle di una partita di sport tradizionale. Dalla presenza di un palcoscenico alle luci, tutto urla in faccia allo spettatore: INTRATTENIMENTO. Si paga per accedere all’evento, non per l’evento, ed è una differenza importante. Si acquistano i servizi dell’evento insieme allo spettacolo delle partite.

Il calcio resiste

Nel frattempo, qui fuori, l’Hamburger SV ne ha presi cinque in faccia a Monaco contro il Bayern. E se pensate che la notizia non sia entrata anche nell’arena, allora non avete davvero idea di quanto il calcio sia radicato nella cultura popolare dell’intero pianeta. Certo che se ne parlava… qui quasi tutti si identificano ancora con il “ma per che squadra fai il tifo?” e quella squadra è inevitabilmente una di calcio.

In fondo, la nostra squadra di calcio del cuore è stato il nostro primo grande amore, quello che non ci ha mai tradito. Difficile battere qualcosa così. Ma non è detto che qualcuno non ci stia provando.

Di Elias Rowe

Elias Rowe writes about the things he loves to understand the world around him. His voice is calm, observational, and quietly ironic, always searching for meaning in the details.