Honda spec 2 all’esordio: cosa è andato storto per l’Aston Martin

Stylized track scene with reduced elements

La Honda ha portato la spec 2 a Zandvoort, e la qualifica sprint ha subito chiarito che più potenza non vuol dire automaticamente più velocità.

Alonso ultimo, Stroll diciannovesimo. Entrambi fuori in SQ1.

Il caso dell’ala

L’ala posteriore attiva di Alonso era rimasta bloccata in modalità curva per tutto il giro. Nessuno dal muretto se ne era accorto durante la sessione. Sui rettilinei, la vettura viaggiava con la resistenza da percorrenza in curva: venti km/h in meno rispetto al giro migliore delle prove libere. Accumulando all’ingresso della curva 1, già 2,3 secondi di ritardo all’apice. Altri due decimi bruciati tra la curva 10 e la 11, dove Alonso era quindici km/h più lento del passo normale.

Senza quel guasto, con un tempo stimato attorno a 1m13.5s, Alonso sarebbe riuscito a passare in SQ2.

Stroll il problema all’ala non l’aveva, ed è rimasto fuori lo stesso. A sei decimi dalla zona Q2.

Il lock-up alla Tarzan, quello che ha fatto rumore, era la conseguenza di un problema diverso: con l’ala chiusa che caricava il retrotreno in modo anomalo, la vettura toccava il fondo. Alonso ha parlato di «enormi vibrazioni sui rettilinei, non dai pneumatici». Non era la power unit. Nei test del venerdì, Honda non aveva rilevato nulla di simile.

Sketch of vehicles taking a corner with fluid lines

Il software ha un problema

La spec 2 porta più potenza, ma la guida rimane difficile. Le norme 2026 richiedono una gestione precisa dell’energia in accelerazione e in frenata, con la fase di ingresso in curva particolarmente critica per il recupero energetico. Lì il motore Honda stenta ancora, troppo.

Alonso ha continuato a ripeterlo: «Quando freni con il gas aperto, è difficile fermare la macchina.» Il lock-up alla prima curva deriva da un problema software, non da un errore di guida.

Il lavoro di correzione era già cominciato nella notte di venerdì, con i tecnici a Sakura impegnati sul banco prova. Shintaro Orihara, chief engineer Honda: «HRC Sakura analizzerà i dati durante la notte ed effettuerà test al banco per ottimizzare questi parametri per il resto del weekend.»

A sessione finita, Alonso era meno pessimista di quanto fosse sembrato via radio. In prova la spec 2 aveva dato segnali di vita, i controlli sono ancora da affinare, e in un weekend sprint non c’è semplicemente abbastanza tempo per fare tutto. Il sabato pomeriggio dirà se la qualifica sprint era un caso isolato o la misura reale di dove si trova Aston Martin.

Intanto a Sakura studiano i dati.

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Di Vittorio Gravel

Vittorio covers motorsport as a cultural ecosystem rather than a sequence of races. He focuses on people, contexts, and contradictions, blending reportage and analysis with a calm, direct tone. He prefers the details that reveal more than official statements ever do.