Condividi, ama, parla, chiedi, comunica con il corpo, esprimiti con uno sguardo, alza appena il tono di voce per poi rifugiarti in un rassicurante abbraccio.
Come stai?
Perché ridi? Ti fa ridere questa domanda?
Non sto ridendo sto sorridendo.
E che differenza c’è?
Che i sorrisi partono dal cuore, sono contagiosi, attraversano le labbra e si manifestano negli occhi e sono dolci come lo zucchero filato.
Il momento in cui sorridi a qualcuno cambia la percezione del tempo e del sentimento mentre una risata fa solo rumore parte dalla pancia, si ferma sulla mascella e quando se ne va non ha modificato nulla.
Praticamente lo stesso abisso che passa tra i pochi secondi delle farfalle che senti nello stomaco sulle montagne russe e l’eternità delle vertigini che ti entrano dentro quando guardi ciò che ami.

C’è un modo giusto di gestire uno spogliatoio femminile?
Io questo non lo so, per me si misura sulle emozioni, sul prendersi cura a vicenda dei buchi dell’anima dell’altro e con pazienza cercare dove ognuna ha smarrito la bambina che era quando ha iniziato a giocare.
E’ un gioco no?
E allora giochiamo.
Guardati intorno, una ginocchiera a proteggere ciò che si è rotto qualche anno fa, il cuore no non lo proteggiamo che anche se è rotto meglio non farlo vedere a nessuno, un ricciolo biondo solo a dire ci sono anche io anche se sembra più una virgola che lascia sospeso un discorso che forse prima o poi riprenderà, un paio d’occhi che cambiano colore a seconda della luce che li illumina.
Se li guardi tu diventano celesti, se li mette lei allo specchio sono verdi acqua, come il mare in tempesta che stanno affrontando.
Due scarpini allacciati male, un altro con la punta rotta, abrasa da qualche maledetto campo sintetico, poi le ginocchiere e le gomitiere che all’ improvviso spuntano fuori e travestono il tuo portiere in un supereroe.

Una maglia gialla abbandonata nello spogliatoio da mille allenamenti, chissà chi e perché l’ha lasciata li.
Mi ha sempre incuriosito la storia degli oggetti smarriti, come quel bagnoschiuma chiuso in doccia da 2 settimane, perché non torna a casa da solo?
Forse si è fidanzato con la cipolla della doccia e si incontrano solo quando qualcuno apre l’acqua?
E allora resta li con pazienza, aspettando solo che qualcuno giri il rubinetto.
La pazienza di chi sa quanto vale l’incontro giusto.
E soprattutto perché la maglia gialla ci guarda, ci ascolta appoggiata al gancio dell’appendiabiti e non ci dice nulla?
Ci ha visto piangere, abbracciarci, litigare, vincere e perdere eppure mai un sussulto, mai un consiglio, nemmeno un colpo di tosse.
Ho il sospetto che sia li per giudicarmi!
Oggi è domenica. Tra qualche ora sarai in campo. Le ragazze si son vestite ed hanno aspettato che tu entrassi per spiegare il piano gara ma c’è un’urgenza che è dentro di te.
Devi farlo prima di ripetere come pressare, come chiudere il centro e chi farà il portiere di movimento.
L’urgenza è quel sentimento che ti gira lo stomaco quando le vedi. Si quello di cui parlavamo prima, non è una montagna russa che dura qualche secondo, è la vertigine dell’amore. Quello maturo, fatto di gratitudine e pienezza, di certezze e mani che si intrecciano per dirti ti amo. Di parole che a volte proprio non escono e perdono la gara a chi arriva prima con quelle 2 lacrime che invece scendono di corsa e dicono tutto a tutti prima di salutare e sparire infrangendosi sulle tue labbra.
Io la mia squadra la amo e glielo dico di continuo perché chissà se domani c’è ancora tempo per farlo.
La maggior parte delle persone che conosco conta i soldi, i follower, le calorie che mangia, io conto solo i minuti che vale la pena vivere e su 24h non sono tanti.
Lo capisci solo quando 2 giri di lancette valgono più di una giornata intera. Quando il tempo si dilata e si stringe a seconda di ciò che hai davanti.
A volte non passa mai, come quando aspetti l’autobus, a volte corre troppo veloce come quando stai per baciarla e suona la sveglia e capisci che era solo un sogno.
Prendi fiato, il tempo di guardarle negli occhi, di inghiottire quel rospo che ti occupa la gola ogni volta che i sentimenti ti salgono in gola e poi le abbracci una per una e glielo dici:
Grazie per tutto quello che ogni giorno fate per me, per noi, vi amo.

Applauso e si esce fuori per giocare.
E la tattica?
E sti cazzi della tattica, l’amore vince sempre, anche contro gli arbitri.
“Prima di assumere leggere attentamente
Indicato per i casi di paura ricorrente
Ansia persistente, distacco dal presente
Cuore accelerato sotto il peso della mente
Per chi dorme male, sogna peggio e poi si sveglia stanco
E gli sembra enorme il letto se non c’è nessuno accanto
Perché quando si fa buio, i pensieri più pesanti
L’amore poi diventare il migliore dei calmanti
Può causare dipendenza a chi non sa vivere senza
A chi già si sente oltre la sua data di scadenza
A chi cerca un equilibrio, almeno un punto di partenza
E sogna di essere normale, soltanto di essere normale
Ma la normalità a me mi sembra una follia
Magari l′invenzione di chi ha poca fantasia
Alla fine, se ci pensi, non è strano
Le persone normali sono sempre quelle che non conosciamo
Se non ti spaventerai con le mie paure
Un giorno che mi dirai le tue
Troveremo il modo di rimuoverle
In due si può lottare come dei giganti contro ogni dolore
E su di me puoi contare per una rivoluzione
Tu hai l′anima che io vorrei avere