Sketch tecnico con silhouette semplificata di veicolo da corsa

C’è ancora una fotografia di quella macchina. La prima volta non sai cosa stai guardando: quattro ruote davanti e due dietro.

Derek Gardner lavorava per Ken Tyrrell dal 1970. Aveva disegnato il primo telaio del team, poi il secondo, il terzo; conosceva i limiti del suo progetto come si conosce un vizio. Il problema, come sempre, era nel regolamento: l’ala anteriore poteva essere larga al massimo un metro e mezzo. Le gomme però sporgevano oltre, esposte al flusso dell’aria e finivano con il sollevare il muso. Gardner decise di ridurle. Quattro ruote da 10 pollici al posto di due da 13, piccole quanto bastava per stare dietro l’ala senza sporgere. Quattro, per tenere le gomme attaccate all’asfalto. Il progetto si chiamò Project 34.

La Goodyear fabbricò le gomme su misura. Il progetto rimase segreto per tutta la fase di sviluppo: Scheckter, uno dei due piloti titolari, disse che non sapeva cosa stesse preparando il team. Ad un certo punto era stato necessare aprire dei fori nell’abitacolo, davanti; perchè i piloti non vedevano le ruotine mentre guidavano, e quella era stata l’unica soluzione possibile. Quando la macchina fu presentata all’Heathrow Hotel nel settembre 1975, calò un silenzio tra l’ammirato e l’imbarazzato.

Illustrazione generica di veicoli in movimento su pista

Il debutto in gara fu a Jarama, Gran Premio di Spagna, quarta tappa del mondiale 1976. Depailler si qualificò terzo; Scheckter partì 14° e si ritirò al giro 53 per un problema al motore. Depailler andò in testacoda al giro 25 per un problema ai freni. Il debutto era andato così.

Ad Anderstorp, il 13 giugno 1976, Scheckter portò la P34 in pole position. Depailler si piazzò quarto. Mario Andretti guidò la gara sul Lotus 77 per quarantasei giri: per compensare la penalità di sessanta secondi per la partenza anticipata, doveva arrivare al traguardo con almeno un minuto di margine. Al giro 46 il motore cedette. Scheckter e Depailler si ritrovarono in testa, uno dietro l’altro. Finirono primo e secondo, 19 secondi tra loro, Lauda terzo. La sola vittoria di una vettura a sei ruote in Formula 1. Quella domenica è rimasta unica.

Scheckter non aveva mai creduto molto al progetto, e lo disse dopo, senza che qualcuno si stupisse particolarmente. Depailler invece ci credeva. Gardner lasciò il team a fine stagione; al suo posto arrivò Maurice Phillippe, ex Lotus. La P34B corse tutto il 1977 senza vincere. Alla fine di quell’anno la Tyrrell tornò alle quattro ruote.

Bozzetto di veicoli che affrontano una curva con linee fluide

Williams ci riprovò con logica opposta: quattro ruote al posteriore invece che all’anteriore, più trazione con meno area frontale. La FW07D, poi la FW08B. Alan Jones la testò a Donington nel novembre 1981; Jacques Laffite ci girò a Croix-en-Ternois e tornò ai box che aveva già dimenticato di averne sei di ruote. I tempi erano buoni. Per il 1983, la FIA stabilì quattro ruote per tutti. La FW08B non corse mai. Jonathan Palmer la tirò fuori a Goodwood nel 1994 e stabilì il record della collina. Una nota a margine. Ma con una domanda ancora aperta.

La P34 vinse una volta sola, in Svezia. Andretti era già ai box, Lauda a quasi venti secondi. La regola del 1983 è rimasta. Non si sa mai.