Siamo sempre fantallenatori: un’asta, un gruppo, una sera d’agosto

Illustrazione stilizzata con linee pulite e forme semplificate

Agosto a Statte sa già di fantacalcio. Non serve nemmeno dirlo: appena finisce il ferragosto, l’odore nell’aria sembra cambiare.

Il gruppo è quello di sempre. I ragazzi di Statte, quelli che conosco da quando ero piccolo e che adesso vivono sparsi, chi a Taranto, chi fuori regione. Io sono rimasto l’unico ancora qui. Non so bene se sia una fortuna o una condanna, ma per una sera all’anno non importa: siamo tutti dallo Zio Pietro, che è il presidente, e ci siamo quasi tutti.

Danilo, che fa il modesto e poi lotta per vincere più di chiunque altro. I fratelli Graziano, che vincono spudoratamente anche mentendo e non si vergognano affatto. Io, che punto sempre sulle scommesse. Gianluca, Angelo. Andrea e Nico, la coppia silenziosa: non dicono quasi nulla, e proprio per questo non vanno sottovalutati. Mirko è collegato dalla casa al mare. Vincenzo e Gianni chiamano dal Veneto.

Una volta ci voleva il giornale, carta e penna. Adesso bastano un’app e una connessione, e anche chi è lontano può “stare dentro” fino all’una di notte.

L’asta dura diverse ore. È esattamente questo a renderla interessante.

Disegno tecnico minimalista con silhouette semplificate

Si parte dai portieri. Il primo nome chiamato è stato Butez, finito a Mirko per 40 crediti. I portieri di livello girano intorno ai 40-55: in serata si vedono anche Maignan, Carnesecchi, Svilar, Meret. Io ingaggio un duello con Danilo per Mandas della Lazio. Me lo perdo, se l’è legato al dito, e ci saranno scintille. Guardo avanti.

La difesa è il momento topico di una delle mie tattiche: far salire i prezzi per prosciugare i budget degli altri. Di Marco, per esempio: 100 crediti erano troppi per me, ma hanno dimezzato le risorse di Gianni e Vincenzo. Io mi prendo Ramon e Gila. Non mi accontento: anche Kalulu e Bernasconi sono miei. Nel mezzo, battute, sfottò, rivalità accese per ogni giocatore appena battuto all’asta.

Poi i centrocampisti. I crediti iniziano ad essere un fattore, e qui si fa sul serio senza risparmiarsi: Calhanoglu e Nico Paz ne sono la prova. Pausa puccia e birra.

La ripresa è scoppiettante, e non solo per il caldo. Superato il centrocampo, si arriva alla parte che tutti aspettano: gli attaccanti. Qui i crediti rimasti vengono spesi senza pensare al domani. Prima chiamata: Lautaro. Qualcuno sorride, qualcuno impreca.

L’orologio segna l’una del mattino, l’asta è finita. Le squadre sono formate.

Che vinca il migliore. O meglio, come diciamo sempre: chi piange di più.