Miami 2026: la prima pole non è della Mercedes. Ferrari intanto resta al palo.
Cinque settimane senza una sessione cronometrata. Poi Miami, e la prima qualifica dell’anno che non si chiude con una Mercedes davanti a tutti.
Lando Norris ha preso la pole per la sprint. È il primo pilota non Mercedes a riuscirci in tutto il 2026. Oscar Piastri terzo. La McLaren ha portato a Miami aggiornamenti importanti, e il cronometro lo ha segnalato prima di qualsiasi comunicato.
Mercedes: la prima volta che non basta
Kimi Antonelli è secondo. George Russell è sesto, lontano, e racconta di una macchina che non gli dà fiducia in curva. I cambiamenti regolamentari sulla gestione dell’energia della componente elettrica, introdotti per ridurre la dipendenza dalle tattiche più estreme di ricarica e distribuzione, sembrano aver limato il margine strutturale che Mercedes aveva costruito in questo avvio di stagione.
McLaren nel frattempo ha chiuso il gap aerodinamico. In pista si traduce così: Mercedes guadagna velocità verso le curve 11 e 17, la perde nel settore iniziale e nella sezione centrale. Non è abbastanza.
Ferrari e le gomme morbide: un film già visto
In SQ2, sulle medie, Leclerc aveva quasi due decimi su Piastri. Nelle prove libere era il più rapido in assoluto.
Poi il regolamento ha imposto le gomme morbide per SQ3, e il quadro si è rovesciato. Quel margine di 0,173 secondi su Piastri è diventato un distacco di 0,370 da Norris. Hamilton settimo, dietro Verstappen. La Ferrari fa fatica con le Pirelli nei momenti in cui dovrebbe farne di meno. Questo lo sappiamo. Quello che non è ancora chiaro è perché continui a succedere, e soprattutto quando finirà.
In un fine settimana in cui Mercedes ha mostrato qualcosa di insolito, la Ferrari non ha saputo occupare quello spazio.

Aston Martin
Alonso ha segnato un tempo che, anche senza la sua cancellazione per aver superato i limiti della pista, non andava oltre la ventiunesima posizione. Stroll non ha portato a termine un giro cronometrato: bloccaggio alla curva 16, rientro ai box con problemi ai freni. Il tempo più veloce del giorno con il logo Aston Martin lo ha firmato Mari Boya, in F2.
Il dato parla da solo.
Cosa resta di Miami
Il cambiamento sulle regole dell’energia non ha solo ridotto il vantaggio di Mercedes. Ha spostato un equilibrio che non tutte le squadre hanno saputo interpretare in tempo. McLaren lo ha fatto prima delle altre.
Ferrari, per ora, no.