Superbike 2026, Phillip Island Gara 1: Bulega domina, il campionato ha già un padrone

C’è sempre qualcosa di rivelatore nella prima gara di stagione. Non tanto per i risultati in sé — quelli cambieranno, si aggiusteranno, verranno riscritti nei prossimi mesi — quanto per quello che mostrano senza volerlo. La postura dei team. La sicurezza dei piloti. Chi ha lavorato bene in inverno e chi ha lavorato tanto senza lavorare bene.

Phillip Island, sabato mattina ora australiana, ha risposto ad alcune domande e ne ha generate almeno altrettante.

Bulega, ovvero il vuoto che diventa struttura

. Non nell’emozione degli appassionati, ma nel baricentro della gara. Finché il turco era in griglia, ogni domenica era un problema di contenimento per chiunque. Adesso il problema si è spostato, e si chiama Nicolò Bulega.

Ha corso da solo. Non in testa al gruppo, da solo. È una differenza sostanziale. Quando un pilota gestisce il ritmo, sbaglia poco, non ha bisogno di guardare gli specchietti — lì dentro c’è già un campionato che prende forma. Presto per le certezze, ma il formato della sua gara è stato quello di chi non ha rivali strutturati. Almeno per ora.

Le sorprese che non dovrebbero sorprendere

Yari Montella e Lorenzo Baldassarri sul podio. Due nomi che in molti hanno trovato inattesi, e invece — se si guarda al lavoro di preparazione invernale dei rispettivi team — forse non è così strano. Il talento c’era. La struttura si stava adeguando. Phillip Island, circuito che premia fluidità e coraggio più che brute prestazioni in frenata, ha offerto il contesto giusto al momento giusto.

Detto questo: un podio all’apertura non è una tendenza, è un dato. Che diventi altro dipende da quello che succede nelle prossime sei, sette settimane.

I dossier aperti

Axel Bassani ha sfiorato il podio senza prenderlo. Non è un problema — è una posizione da cui si costruisce, se la testa regge e il team lavora.

Sam Lowes ha chiuso senza cadere, il che in certi momenti di assestamento è già una scelta tecnica e psicologica precisa. Poteva essere di più, ma la stagione è lunga e un anno fuori dall’orbita di punta lascia tracce che non si cancellano in un weekend.

Iker Lecuona su Ducati: esordio ordinato, contesto ambizioso. Il problema di chi arriva in un team strutturato per vincere è che il tempo per adattarsi è sempre meno di quello che si vorrebbe. La moto è lì, pronta. Tocca all’uomo inseguirla.

Alex Lowes, invece, ha un problema di passo che torna. Quando dura, esce. È un dato che si ripete — e i dati che si ripetono diventano caratteristiche, a meno che qualcuno non intervenga con convinzione.

Miguel Oliveira ha rimontato dal fondo con il mestiere di chi conosce le gare più della categoria in cui corre. Imparerà. Il talento non è in discussione.

Il campionato Superbike 2026 ha aperto con una gara che somiglia a una dichiarazione d’intenti. Di Bulega, soprattutto. Il resto della griglia ha ora undici mesi per decidere se quella dichiarazione resterà un monologo o diventerà un dialogo.

Al momento, la voce è una sola.


Vittorio Gravel — Linea Laterale Dalla linea laterale, la velocità diventa umana.

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Di Vittorio Gravel

Vittorio covers motorsport as a cultural ecosystem rather than a sequence of races. He focuses on people, contexts, and contradictions, blending reportage and analysis with a calm, direct tone. He prefers the details that reveal more than official statements ever do.