La controversia del cambio motore
Red Bull ha ribadito che non c’è stato “nulla di insolito” nella decisione di sostituire la power unit sulla vettura di Max Verstappen durante il Gran Premio del Brasile. Nonostante McLaren abbia sollevato dubbi su come questa mossa si inserisca nel quadro delle regole sul tetto di spesa della Formula 1. La squadra austriaca ha cambiato strategia dopo il disastro in qualifica a Interlagos, dove l’olandese è stato eliminato in Q1. Partendo poi dalla pit lane dopo aver apportato modifiche sostanziali al setup e installato una nuova unità Honda.
Il caso ha acceso il dibattito su una zona grigia del regolamento finanziario: quando i cambi motore rientrano o meno nel cost cap. McLaren ha chiesto chiarimenti alla FIA, sostenendo che le modifiche effettuate per ragioni di prestazione e non per problemi di affidabilità, dovrebbero essere conteggiate nel budget. Secondo quanto riportato, non è ancora arrivata una risposta ufficiale perché la situazione cade in un’area non esplicitamente regolata.
La posizione di Red Bull
L’ingegnere capo Paul Monaghan ha risposto alle critiche con fermezza, definendo l’operazione “difendibile e legittima”. “Non sono sorpreso che qualcuno abbia lanciato una granata a mano nella situazione. Se la situazione fosse invertita, potremmo fare lo stesso”, ha dichiarato Monaghan. Il responsabile tecnico ha sottolineato che Red Bull ha già giustificato internamente la propria decisione e che non ci saranno penalità a fine anno.
Interrogato direttamente da The Race se il cambio motore rientrasse o meno nel cost cap, Monaghan ha evitato di dare una risposta definitiva: “Non sono un esperto di regolamenti finanziari. So all’incirca cosa dobbiamo fare e cosa è dentro o fuori, ma credo che le nostre azioni siano difendibili”. Red Bull ha inoltre precisato che il motore rimosso dalla vettura di Verstappen in Brasile potrebbe essere riutilizzato in futuro, ma solo se strettamente necessario.

Le limitazioni di McLaren
A differenza di Red Bull, che gode di un rapporto privilegiato con Honda basato su un accordo di supporto tecnico, McLaren si trova in una posizione di svantaggio in quanto team cliente Mercedes. Il direttore tecnico Neil Houldey ha spiegato che McLaren non può permettersi di effettuare cambi motore per motivi di prestazione. Perché, non essendo un team ufficiale, deve pagare per ogni power unit sostitutiva.
“Non possiamo fare un cambio motore per prestazioni perché non siamo un team ufficiale con un fornitore di PU disposto a fornire motori gratuitamente”, ha affermato Houldey. Il team principal Andrea Stella aveva già sollevato la questione dopo la gara in Brasile. Chiedendo chiarimenti sul fatto che “se il motore è stato cambiato per ragioni di prestazione, dovrebbe rientrare nel cost cap”.
La FIA ammette una “debolezza”
Nikolas Tombazis, direttore monoposto della FIA, ha riconosciuto pubblicamente che l’attuale quadro normativo presenta una “debolezza. Tombazis ha spiegato che il problema nasce dalla combinazione di regolamenti finanziari, tecnici e sportivi e dall’assenza di un cost cap specifico per le power unit.
“Questa è stata una debolezza nell’attuale insieme di regolamenti. Abbiamo adottato un approccio in cui accettiamo questi cambi senza entrare nel merito dell’impatto sul cost cap”, ha dichiarato Tombazis. L’unico riferimento esplicito nel regolamento riguarda la sostituzione di unità danneggiate per incidente o altre cause indotte dal team, che devono rientrare nel tetto di spesa.
La soluzione arriva nel 2026
La controversia verrà definitivamente risolta con l’introduzione del cost cap specifico per i produttori di power unit a partire dal 2026. Con le nuove regole, qualsiasi cambio strategico comporterà un costo di circa un milione di dollari, equivalente al prezzo di un motore, rendendo economicamente svantaggiose le sostituzioni per motivi di prestazione.
Riteniamo che sia una debolezza dell’attuale insieme di regolamenti, in particolare per l’assenza di un cost cap sulle power unit, ma crediamo che verrà completamente risolta l’anno prossimo, eliminandola come argomento di discussione”, ha concluso Tombazis. Il 2026 segnerà l’inizio di una nuova era motoristica in Formula 1, con modifiche tecniche estensive che rappresentano una delle trasformazioni più significative degli ultimi decenni.

