Ferrari, la pausa di aprile e il piano aggiornamenti per Miami


Tre gare, tre rimpianti a geometria variabile. La SF-26 regge sul piano aerodinamico — e questo è già qualcosa, nell’anno dei regolamenti rivoluzionati — ma il motore è indietro rispetto a Mercedes. Circa venti cavalli, stando a quanto circola in paddock. Non è un’impressione: è un divario che si legge nelle curve di accelerazione e si sente lungo i rettilinei. In Giappone, McLaren ha aggiunto una complicazione: quando non si rompe niente, può giocarsi il podio alla pari con la Ferrari. Il che riduce i margini di sicurezza in modo piuttosto scomodo.

Il piano che non era questo

Loic Serra ha impostato lo sviluppo della SF-26 su aggiornamenti graduali e controllati — niente maxi-pacchetti, niente salti nel buio. Un’impostazione diversa rispetto a quella di Cardile, più incline agli interventi strutturali concentrati. Il problema è che quella filosofia prevedeva due tappe di calibrazione: Bahrein e Jeddah. Cancellati entrambi. Tutto quello che doveva arrivare a rate si accumula ora su un singolo filming day a Monza, fissato per il 22 aprile.

Il fondo rivisto — l’aggiornamento principale, pensato per aumentare il carico aerodinamico — verrà montato sulla SF-26 per quei 200 km. Hamilton e Leclerc si alterneranno al volante su un circuito scelto non a caso: Monza è tra i più impegnativi per la gestione dell’energia sotto il regolamento 2026, quindi vale come banco di prova. Insieme al fondo ci saranno modifiche aerodinamiche minori e interventi sul peso. Per Miami è previsto anche lavoro sulla gestione termica.

Macarena, atto secondo

C’è poi la questione dell’ala “Macarena”. La specifica usata nei test invernali non è andata in gara: produce instabilità posteriore in frenata con sterzo non in asse — una condizione abbastanza comune in pista. Ferrari sta finalizzando una versione rivista, più leggera e con modifiche aerodinamiche rispetto al prototipo. L’obiettivo è portarla a Monza il 22 aprile per valutare gli ultimi ritocchi prima di Montreal.

Miami, con il formato sprint, lascia poco margine per sperimentare. Si deciderà dopo il 22 aprile. Nel frattempo la versione classica rimane disponibile — e su certi circuiti, Monaco in testa, potrebbe rivelarsi ancora la scelta più sensata. A Miami torneranno anche le alette sull’halo, rimosse in Cina per una difformità sul materiale rispetto alle norme tecniche. Problema risolto, dice la Scuderia.

Il 9 aprile e il nodo ADUO

Prima di Monza c’è il 9 aprile. La Commissione F1 si riunisce per discutere le anomalie del regolamento 2026, incluso il sistema ADUO, che consente sviluppi aggiuntivi ai motoristi in svantaggio. La scadenza per stabilire la classifica delle prestazioni era fissata al GP di Miami. Con Bahrein e Jeddah cancellati, la logica vorrebbe uno spostamento a Monaco. Maranello preferirebbe mantenere la data originale. Non è difficile capire perché: venti cavalli di distanza da Mercedes sono un argomento abbastanza solido per accedere al programma.

L’esito di quella riunione condiziona i mesi successivi più di qualsiasi aggiornamento aerodinamico. Il motore, per ora, si spera.

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Di Vittorio Gravel

Vittorio covers motorsport as a cultural ecosystem rather than a sequence of races. He focuses on people, contexts, and contradictions, blending reportage and analysis with a calm, direct tone. He prefers the details that reveal more than official statements ever do.