Quando pensi agli esports emergenti, probabilmente non ti viene in mente il Kazakhstan. Eppure…
Diciamocelo: quando si parla di mercati emergenti negli esports, tutti pensano subito al Sud America o al Sud-Est Asiatico. Regioni dove la scena locale sta gradualmente recuperando terreno rispetto ai mercati più consolidati. Ma c’è un’altra area che sta silenziosamente guadagnando posizioni sulla scena globale, e probabilmente non l’avresti mai indovinata: l’Asia Centrale.
Il Momento di Svolta: PGL Astana 2025
Il 2025 ha segnato un momento storico per questa regione. Il Kazakhstan ha ospitato quello che molti considerano l’evento esports più importante nella storia dell’Asia Centrale: PGL Astana 2025, un torneo di Counter-Strike di livello S-Tier che si è svolto dal 10 al 18 maggio 2025, con un montepremi di 625.000 dollari.
Non è stata solo una questione di numeri impressionanti online. Il torneo ha raggiunto 920.000 spettatori di picco, diventando l’evento non-Major più popolare mai organizzato da PGL. Ma soprattutto, il pubblico locale ha dimostrato un coinvolgimento così appassionato che molti nell’industria hanno iniziato a vedere il Kazakhstan come un candidato forte per ospitare regolarmente eventi di alto livello.

Le Radici: Come il Kazakhstan Ha Plasmato gli Esports Centroasiatici negli Anni 2000
Anche se il mondo ha iniziato a prestare seria attenzione alla scena esports dell’Asia Centrale solo di recente, la regione stava già facendo parlare di sé a livello locale fin dai primi anni 2000, grazie principalmente al Kazakhstan.
Una figura spicca in particolare: Murat Zhumashevich, meglio conosciuto nel mondo esports come Arbalet. Era un pioniere, uno sponsor chiave dietro una serie di tornei che portavano il suo nome e offrivano montepremi impressionanti per l’epoca. Da Unreal Tournament e StarCraft all’iconico Counter-Strike 1.6 e al DotA originale, Arbalet ha contribuito a elevare più giochi e innumerevoli giocatori.
Fu proprio Arbalet a sostenere il primo lineup di Counter-Strike di Natus Vincere, lo stesso roster che fece la storia nel 2010 conquistando i tre tornei più importanti dell’anno. Se guardi i filmati di quegli eventi, noterai giocatori in tutto lo spazio post-sovietico aggiungere “/A/” ai loro nickname, un umile tributo a un uomo che evitava i riflettori ma lasciò un segno enorme nel panorama esports regionale.

Il Team Leggendario: k23
Uno dei team che scalò la classifica esports grazie alla Arbalet Cup fu il k23 del Kazakhstan, la prima squadra locale a fare un vero impatto sulla scena globale di Counter-Strike. Nel 2005, il team, che includeva il futuro campione Major di CS:GO Däuren “AdreN” Qystaubaev, arrivò secondo ai World Cyber Games, uno dei tornei più prestigiosi dell’epoca.
L’Evoluzione Recente: Mongolia e Kazakhstan Protagonisti
Non è esagerato dire che la crescita della scena esports dell’Asia Centrale negli ultimi anni è stata largamente plasmata da due paesi: Kazakhstan e Mongolia. Entrambi sono da tempo roccaforti di Counter-Strike, producendo giocatori e team che hanno guadagnato rispetto internazionale.
I MongolZ: Gli Eroi Nazionali Inaspettati
Il team The MongolZ è diventato così importante che ora riceve il supporto ufficiale del governo mongolo. Chiedi a qualsiasi fan medio di esports cosa sa dell’Asia Centrale, e probabilmente The MongolZ sarà il primo nome che sentirai.
Quello che è veramente notevole è la scala del coinvolgimento: l’attuale picco di spettatori simultanei per gli esports mongoli supera le 73.000 persone. Per un paese di soli 3,4 milioni di abitanti, questo significa che circa il 2% dell’intera popolazione si è sintonizzato dal vivo – una proporzione che supera di gran lunga la quota di spettatori esports in paesi come Francia, Germania, o persino Indonesia.
Dal giugno 2020, The MongolZ si sono costantemente classificati tra i migliori team, raggiungendo il 5° posto, dimostrando che non si tratta di un fenomeno passeggero.
Mobile Esports: L’Altro Pilastro della Crescita
Oltre ai titoli PC, anche gli esports mobile hanno guadagnato seria popolarità in entrambe le nazioni. Tra il 2020 e il 2023, organizzatori locali come Pinger.pro e le federazioni esports nazionali (QCF in Kazakhstan e MESA in Mongolia) hanno tenuto eventi ben frequentati in giochi come PUBG Mobile e Free Fire.
Il 2023 ha segnato una svolta storica per gli esports mongoli nel mobile: non uno, ma due roster locali hanno raggiunto il pinnacolo della competizione globale. IHC ESPORTS ha ottenuto una vittoria storica al PUBG Mobile Global Championship, assicurandosi il titolo e una parte del montepremi di 3 milioni di dollari.

Le Sfide e le Opportunità
Naturalmente, rimangono delle sfide. La lontananza geografica della regione crea ostacoli logistici – molti paesi dell’Asia Centrale mancano ancora di collegamenti diretti di trasporto e infrastrutture digitali verso i principali hub esports in Europa e Nord America.
Ma anche queste barriere stanno iniziando a erodersi. Con una forte affinità culturale per il gaming competitivo, un crescente supporto governamentale e un pubblico digitale in rapida crescita, l’Asia Centrale sta costantemente ritagliandosi il suo posto sulla mappa globale degli esports.
Il Futuro: Più Che Una Semplice Tendenza
Quello che sta accadendo in Asia Centrale in questo momento non è solo un momento passeggero di hype: è la base di qualcosa di molto più grande. La regione ha già dimostrato la sua capacità di produrre talenti di livello mondiale, di mobilitare fanbase appassionate e di ospitare competizioni di alto livello.
Le fondamenta sono già al loro posto, e se la dinamica recente è indicativa, la regione è pronta non solo a partecipare agli esports globali, ma ad aiutare a plasmare il loro futuro. La prossima stella emergente o l’evento che catturerà i titoli dei giornali potrebbe benissimo venire da qui.

