Futsal italiano: quando i playoff li decide il giudice sportivo

Un uomo corre nella notte. In una città del basket, di quelle dove il palazzetto è la chiesa e i giorni di gara sono una liturgia laica con abbonamenti stagionali e bambini sulle spalle dei padri. Corre ebbro, di alcool e di gioia, che a certe ore di certe notti sono la stessa cosa. Davanti a lui c’è una fontana cittadina, acqua che scorre su pietra nel buio, e lui ci si tuffa dentro senza fermarsi a pensarci.

Un indigeno lo filma. Non capisce le urla, che sono in portoghese e sono di giubilo. Il video finisce su una pagina social locale, di quelle che funzionano come un crocchio di paese con la connessione internet: tutti ci si conoscono, tutti commentano, nessuno ha fretta di capire. La domanda che circola è semplice. Perché quell’uomo, da solo, si butta nella fontana?
Già così fa ridere. La risposta, però, vale il doppio: la sua squadra ha appena vinto la UEFA Futsal Champions League.

Competenza, serietà, visione.
Se queste parole le mettesse sul proprio sito la Federazione Italiana Giuoco Calcio, sarebbero una barzelletta a struttura semplice: battuta, pausa, risata. Ma da qualche parte nella penisola c’è una disciplina minore che le sbandiera come parole d’ordine, con la fiducia di chi attacca una targhetta a una porta e non si chiede se reggerà.

Poi arriva il giudice sportivo, e cambia le qualificate alla Final Eight di Coppa Italia. Il “maxxi evento”, scritto così, con due x, perché in certe stanze la grandeur non si raziona. Un caso isolato, viene spontaneo pensare. Ovviamente no. Il giudice si ripresenta, e questa volta tocca i playoff scudetto. Stesse mani, stesso tavolo.

Ammesso che la squadra penalizzata non faccia ricorso. E se lo fa, i playoff slittano. E se slittano, il problema diventa anche semplicemente umano. La squadra ripescata potrebbe aver liberato i brasiliani in rosa. Potrebbero trovarsi all’altro capo del mondo, dove l’estate sudamericana è già partita e non aspetta certo la prossima udienza.

Tra sogno e realtà.
Il problema, per alcuni, è esattamente lì, quando arriva la realtà. Quella di un regolamento scritto così da rendere le pene interpretabili di grado in grado. In una stagione che non sa ancora come finirà, né quando. In una disciplina che negli anni si è costruita sui ricorsi, non sui risultati in campo.
Serietà. Nobile parola.

Di Elias Rowe

Elias Rowe writes about the things he loves to understand the world around him. His voice is calm, observational, and quietly ironic, always searching for meaning in the details.