Indonesia punta al Mondiale Futsal 2028: ambizione e strategia

L’Indonesia vuole canditarsi ad ospitare il Mondiale di Futsal del 2028. La proposta è stata presentata ufficialmente il 12 maggio 2026, pochi mesi dopo aver ospitato con successo l’AFC Futsal Asian Cup a Jakarta. Non è una mossa improvvisata.

Chi segue il calcio indonesiano sa che il paese ha già dimostrato di saper gestire eventi di alto livello. Dalla terra dello stivale tricolore siamo coscienti di quanto sia importante il calcio in Indonesia. I proprietari del Como, in Serie A, sono infatti i fratelli Hartono, a capo del gruppo Djarum. Hanno comprato il club nel 2019 per 220.000 dollari, quando giocava in Serie D. Oggi il Como è in Serie A, con Cesc Fàbregas in panchina e investimenti che lo rendono uno dei club più ricchi d’Italia.

Non è un caso. L’Indonesia è una delle tigri asiatiche, trecento milioni di abitanti, un’economia in crescita costante, una profonda digitalizzazione del paese. Ma non basta crescere: serve visibilità. Serve un posto al tavolo dei grandi. E il calcio, anche nella sua versione minore come il futsal, è un linguaggio che tutti capiscono.

Organizzare un Mondiale di Futsal costa meno di un Mondiale di calcio tradizionale. Impianti più piccoli, logistica più gestibile, ma comunque un evento globale. In un paese dove le disuguaglianze sono ancora evidenti, dove la ricchezza si concentra in poche mani, investire in sport è anche un messaggio politico. Dimostrare capacità organizzative, mostrare infrastrutture, attirare attenzione internazionale.

La federazione indonesiana di futsal ha salito di dieci posizioni la propria classifica FIFA negli ultimi due anni, arrivando al quattordicesimo posto mondiale. Ha vinto l’ASEAN Futsal Cup nel 2024, è arrivata seconda nell’Asian Cup 2026. Non è più solo ambizione: c’è anche una base sportiva solida.

Ma il punto non è solo tecnico. È simbolico. L’Indonesia vuole dire al mondo: siamo qui, abbiamo risorse, sappiamo farlo. Non siamo più il paese di passaggio, siamo un attore. E il calcio, come sempre, è il megafono perfetto.

Alla fine, quello che resta di questa notizia non è una possibile data sul calendario sportivo del 2028. È la consapevolezza che il centro di gravità del mondo si sta spostando. E il pallone, come sempre, segue la rotta.