Nel futsal italiano esistono due tipi di addio. Nel primo: ti salutano, ti ringraziano, ci si vuole bene. Nel secondo: qualcuno posta un’infografica.
Antonino Isgrò ha scelto il secondo. Sul suo profilo compare una grafica d’addio con i consueti ingredienti: il rammarico, il percorso, l’onore di vestire quella maglia. Tutto regolare. Poi, in fondo, quella frase.
«Nonostante tutto, non conserverò rancore.»
Serbare, in realtà. Ma non è un problema di dizionario, di scelte lessicali. La questione è logica: se uno dichiara di non portarsi dietro il rancore, il rancore esiste. È lì. Lo sta nominando per escluderlo, e nominandolo lo lascia in campo.
Ci si potrebbe fermare qui, prendere l’interpretazione meno pruriginosa e andare avanti. Ma poi interviene il padre.
Sul proprio profilo scrive: «Prima di fare il grande diretto(re) sportivo prepara i soldi perché da oggi sar(ò)o. La tua sagoma. (il secondo punto lo togliamo va) Mi sa che manco ti iscrivi il cuore mi mangio sei una di quelle persone che nel futsal. Non serve (qui il punto serviva).»

La punteggiatura è quella di uno che sta scrivendo e tradisce una certa irritazione. L’intenzione è chiarissima lo stesso.
Il direttore sportivo della Roma 1927 è nel mirino. C’è un contenzioso aperto. Quasi certamente economico. E la liberatoria, nel futsal maschile di Serie A circola e viene firmata con la stessa frequenza dei buoni propositi, quella per la prossima stagione, non ha ancora nessuna firma in calce.
Sul «prepara i soldi» potremmo accendere un falò narrativo. Per alimentarlo suggerisco d’usare le liberatorie. La sintesi di quelle parole potrebbe assomigliare ad un: finché non arrivano i soldi, il giocatore sigla nulla. Come si dice? Dare moneta, vedere cammello. Giusto?
A margine: Miquel González torna in Spagna dopo due anni. Addio silenzioso, ma documentato. Per una società che ha dichiarato di voler puntare sui giovani, perdere lui e perdere Isgrò nella stessa finestra racconta qualcosa sul progetto che si sta costruendo.
Però va tutto bene. Sport in salute. Scoppia di salute, dicono e lo fa in simulcast.
Forse però, scoppia e basta.

