viṡióne s. f. [dal lat. visio -onis, der. di videre «vedere», part. pass. visus].
2.a. Apparizione, immagine o scena del tutto straordinaria, che si vede, o si crede di aver visto, in stato di estasi o di allucinazione, o in situazioni e per cause miracolose e soprannaturali, oppure anche in sogno: appresso questo sonetto apparve a me una mirabile v. (Dante)
C’è qualcosa di Medjugorje in tutto questo. Un po’ di Fatima, anche. Apparizioni mariane, avvolte in quel tipo di mistero che non chiede spiegazioni perché le spiegazioni, per definizione, non arrivano. Qualcuno vede. Qualcosa appare. Nessuno verifica niente.
I misteri che avvolgono le visioni nello sport hanno la stessa ossatura. Stanno nell’intercapedine tra un presidente che si lamenta dei soldi che non bastano mai e un giocatore che fa ricorso alla Commissione Accordi Economici. La Ternana Calcio ha ventidue milioni di debiti. Serie C. Calcio a undici. Nessuno prende sul serio la Serie C, e il motivo è semplice: la sua sostenibilità finanziaria rasenta il ridicolo, e quel ridicolo prima o poi arriva in campo. Se già vi sembra complicato, immaginate i dilettanti.

La spiegazione più parsimoniosa, a questo punto, è l’ayahuasca. Se avete bisogno che vi spieghi cos’è un decotto psicoattivo amazzonico, e che l’Amazzonia si trova in Brasile, e che quindi vi serve qualcuno che unisca i puntini al posto vostro, questa non è la vostra lettura. Siete nel posto sbagliato.
Siete come vegani entrati per sbaglio in macelleria che si lamentano di trovare solo carne. Avrei potuto scrivere che siete come chi legge il New York Post e poi si arrabbia perché gli è capitato tra le mani il New Yorker, ma saremmo stati punto e a capo. Se cercate qualcosa che vi faccia sentire meglio con voi stessi, cercate altrove. Se avete le visioni, bene. Forse. Potete sempre provare con la Nutella, anche se il signor Ferrero non va a genio proprio a tutti.
Diffido di chi ha le visioni. Un po’ per carattere, un po’ perché nella mia città aspettiamo ancora l’apparizione della Madonna su uno dei colli. Da oltre quarant’anni. L’aveva annunciata una che aveva avuto le visioni. Ci aveva creduto mezza città, e non solo. La Madonna non è mai apparsa. La visionaria, presumibilmente, sì.

Il mondo ne è pieno. Da qualche anno lo è anche il catalogo di Netflix. Storie di visioni, tutte quante, nessuna a lieto fine. E lo sport non fa eccezione, perché i visionari trovano lì il loro habitat naturale: non devono rendere conto a nessuno, possono ignorare i numeri con disinvoltura, e in fondo vendono un sogno. I sogni, si sa, hanno le loro regole. “Fugayzi, fugazi. It’s a whazy. It’s a woozie. It’s fairy dust.” Se vi devo spiegare che è una citazione da The Wolf of Wall Street, siete nel posto sbagliato.

