Verstappen lo ha detto chiaro al lancio Red Bull: “Cos’è questo volante? Un simulatore?”. Il campione olandese fissava la plancia carbonio, tra il sospettoso e l’incredulo. Risultato? Revival istantaneo del meme “Inspector Max”. Ma dietro quel cockpit perfetto non c’è Red Bull. È Memento Exclusives, fabbrica britannica che produce le show car ufficiali F1. Quelle che vedremo su tutti i palchi del 2026.
Da Frankenstein a precisione chirurgica
Una volta le show car erano mostri assemblati con ritagli di vecchie monoposto e plastica da discount. Oggi no. Le “Gen 26” ufficiali escono da stabilimenti che usano lo stesso CAD, la stessa fibra di carbonio, gli stessi processi delle vetture da gara. Red Bull ci ha svelato così la livrea. Audi ha fatto lo stesso. Cadillac l’ha usata al Super Bowl.
Barry Gough, mente dell’operazione, viene da BAR e Simtek. “Il prodotto deve essere buono”, dice secco. Ha trasformato un negozio di memorabilia in una fabbrica seria: 120 persone, 6500 metri quadrati, 87 milioni di euro di fatturato atteso. Di cui 52 dalla produzione show car. Nel 2026 ne sforneranno 180. Più di qualsiasi team F1 nella storia.
Otto mesi di carbonio e sudore
Dal primo file CAD al pezzo finito passano 8 mesi per il prototipo 2026. Una volta a regine i tempi di produzione scendono a 18 settimane. Sotto la pelle non ci sono freni da milioni o idraulica vera. Ma tutto ciò che l’occhio vede è autentico: motore finto che sembra vero, struttura anti-impatto in carbonio, sospensioni credibili, luci pioggia funzionanti.
Gough le chiama “pitstoppabili”. Non per prove gara, ma per attivazioni sponsor. “Li puoi spingere in pitlane, mostrare ai clienti come funziona un cambio gomme”. I volanti? Carbonio vero, paddle attivi, pulsanti che rispondono. Altro che plastichina.

Il volante che ha fatto ridere Max
Verstappen ha centrato il punto. Quel volante Memento non è un fermacarte. È un oggetto tattile, che i team usano per mostrare agli ospiti cos’è davvero un cockpit F1. “Alcuni lo portano in pista per le dimostrazioni”, spiega Gough. Certe volte questi “falsi” finiscono per influenzare i mock-up veri dei team. Realtà che genera realtà.
NDA, fiducia, personalizzazioni
Ora circolano solo le show car base FIA 2026. A metà stagione arriveranno quelle su misura: aero specifica, dettagli proprietari. I team passano i CAD sotto NDA strettissimi. “Non ci danno i segreti industriali”, precisa Gough. “È una relazione basata su fiducia e processo”.
Costo? Circa 500.000 sterline a vettura. “Non sono economiche”, ammette Gough. Ma Red Bull le usa come centrepiece dei lanci. Vale ogni penny”.
Futuro: da palco a pista?
Memento prepara un simulatore racing sulla show car e un rig pitstop per demo pubbliche. Non è fantascienza: con un motore elettrico omologato, potrebbero diventare strumenti veri per allenamenti gomme. Il confine tra finzione e realtà si assottiglia.