Norris ha ceduto 151 millesimi a Russell in qualifica. Una parte di quel distacco ha una spiegazione tecnica precisa: la McLaren monta rapporti più corti della Mercedes, e sul circuito Gilles Villeneuve quei rapporti pagano qualcosa sulla lunga percorrenza dal tornante 10 alla chicane finale.
La scelta è deliberata, fissa per tutta la stagione, e Andrea Stella non intende cambiarla.
Stesso motore, cambio diverso
Le due squadre condividono la power unit. Il cambio no: la McLaren lo progetta internamente e ha piena libertà sui rapporti. Alpine e Williams, che montano il cambio Mercedes, sono invece vincolate alle scelte della casa madre o a quelle dell’anno precedente. Costruire il proprio cambio significa poter avere una posizione propria su come erogare quella potenza.

La logica dei rapporti corti
I rapporti corti portano la McLaren a scalare una marcia in più in tre punti del circuito. Dove la velocità di punta è determinante, come sulla lunga percorrenza verso la chicane finale, l’ottava più corta taglia il massimale e lì si paga. Ma in accelerazione, in partenza, nei tratti ad alto regime, la stessa scelta rende.
Stella, parlando ai giornalisti, ha inquadrato la questione senza ambiguità: i vantaggi nei contesti più frequenti compensano la penalità sui rettilinei lunghi. Montreal mette in mostra il lato scomodo dell’equazione, ma non cambia la lettura complessiva del team.
Il jolly inutilizzato
Il regolamento 2026 prevede la possibilità di modificare rapporti e rapporto finale una volta nel corso della stagione. La McLaren sa che questa opzione esiste. Ha deciso di non usarla.
Il team ha misurato il costo, l’ha accettato, e per il momento ritiene che il bilancio regga. Il jolly resta in tasca.
Stella non ha cambiato idea dopo la qualifica di ieri. Per farlo, servirebbe un argomento che Montreal da sola non fornisce.

