La McLaren aveva ragione. Non è servito a niente
Norris è scattato in testa alla prima frenata. Due secondi di vantaggio dopo un giro, le slick Mercedes che non trovavano temperatura su un asfalto che ancora sgocciolava. Per trenta secondi, la McLaren aveva fatto la scelta giusta.
Poi ha smesso di piovere.
La logica della scelta sbagliata
Sette macchine in partenza sulle intermedie: le due McLaren, le due Audi, le due Cadillac, la Williams di Sainz. Non un’anomalia: una valutazione comune delle condizioni, condivisa da tutti fino al segnale dei tre minuti. Piastri, che via radio aveva già detto di sentirsi sulla gomma sbagliata, ammette senza filtri di aver detto sì. Tra l’inno canadese e il momento di salire in macchina, racconta, l’asfalto si era bagnato ancora. In quel momento la scelta reggeva ancora.
Il problema è arrivato prima ancora che si spegnessero i semafori.

Tre giri in più. Sei minuti. Una gara diversa
Sospetto problema al cambio sulla Racing Bulls di Arvid Lindblad: la partenza annullata una volta, poi una seconda, poi una terza formazione perché la macchina non era ancora stata rimossa dalla griglia. Sei minuti abbondanti in più sul circuito. Abbastanza perché la pioggia smettesse, abbastanza perché Andrea Stella, dalla pitlane, vedesse l’asfalto passare, parole sue, da grigio scuro a grigio, quasi asciutto.
Le slick iniziavano a essere la scelta giusta. Le intermedie erano ancora in temperatura, ma il margine si stava esaurendo in diretta.
Norris lo sapeva già al giro di formazione. Lo sapeva Piastri. Hanno comunque preso il via: con una Safety Car possibile, il vantaggio in partenza poteva ancora valere qualcosa, e il cambio gomme durante la neutralizzazione avrebbe limitato il danno a dieci secondi. Norris era in testa. Aveva due secondi di vantaggio. La partita non era ancora chiusa.

Il punto di Stella
La difesa del team principal non è comunicazione post-gara. Ha una struttura precisa: se la gara fosse partita all’orario previsto, con la pioggia che cadeva ancora, le slick avrebbero sofferto. Non è un argomento retroattivo, è uno scenario che non si è verificato per ragioni esterne alla strategia McLaren.
“Con qualche minuto in più di pioggia,” ha detto parlando ai giornalisti, “avremmo potuto vedere le macchine con le slick in difficoltà.”
Difficile dargli torto. Non cambia niente, però.
Il bilancio
Norris fuori per un problema al cambio dopo essere risalito tra i primi dieci. Piastri undicesimo, due giri indietro, con anche una collisione con la Williams di Albon da mette nel conto. Zero punti. Antonelli alla quarta vittoria consecutiva, Russell ritirato. Il campionato si muove, la McLaren resta ferma.
Che la scelta fosse difendibile o no, alla domenica sera il risultato era lo stesso.

