Il futsal spagnolo cambia tutto: Apertura, Clausura e Supercampeón

In Sudamerica il calcio ha sempre avuto un rapporto strano col tempo. Non conta solo chi vince alla fine. Conta quando vinci, in quale momento della stagione, in quale evento. L’Apertura si gioca in primavera, il Clausura in autunno, o viceversa a seconda di dove ti trovi. Il titolo appartiene a un momento, non a un anno intero. È una filosofia, prima di essere un format.

La Spagna ci sta pensando seriamente. La RFEF vuole portare questo sistema nel futsal, a partire dalla stagione 2027/28. Sempre che i tecnici convocati nelle prossime settimane non ribaltino tutto. Sedici squadre, quindici giornate per torneo, andata senza ritorno. Apertura da settembre a gennaio, Clausura da metà gennaio a maggio. Poi una fase finale tra otto squadre, il Supercampeón, con cinquantamila euro in palio per chi riesce ad arrivarci e vincere.

Venticinquemila per chi vince i tornei singoli. Cinquantamila per il titolo grande. Non sono cifre enormi, ma nel futsal spagnolo pesano.

Quello che cambia, però, non è il premio. È il modo in cui una squadra smette di esistere come vincitore del titolo. Così se non vinci l’Apertura hai ancora tempo per rifarti, ma subito. Non sei morto. Il Clausura è una seconda vita concessa prima che tu l’abbia chiesta.

Non so se sia un bene. Sono onesto: non lo so. Da un lato ci sono le squadre che a febbraio hanno già smesso di sperare, che giocano gli ultimi dieci turni senza una ragione vera, con i giocatori che pensano ai contratti e gli allenatori che pensano alla panchina che li aspetta fuori, ma quella del parco. Un meccanismo così potrebbe ridare senso a quelle partite. Restituire qualcosa.

Dall’altro c’è qualcosa che mi disturba, e fatico a dirlo con precisione. Il campionato lungo tiene traccia. Non lascia scappare nessuno. Chi costruisce continuità per sette mesi merita di essere celebrato in modo diverso da chi si accende in una serie di playoff. Il Supercampeón risolverà questa tensione? Probabilmente no. Probabilmente la sposterà altrove.

Per la Champions UEFA i meccanismi sono chiari: un posto ai più regolari in stagione, l’altro ai vincitori del Supercampeón. Le retrocessioni restano due, calcolate sulla classifica aggregata. La Copa de España arriva dopo il torneo Apertura.

I tecnici delle grandi del campionato: ElPozo, Jimbee, Palma, Córdoba, hanno già incontrato il Comitato Esecutivo. Devono ancora parlare davvero. Restiamo in attesa di una decisione finale.

Nel frattempo mi rimane in testa un’immagine: una squadra che a gennaio entra negli spogliatoi con zero vittorie nell’Apertura, appende la borsa al gancio, e si dice che il campionato ricomincia adesso. Come se la neve di fuori coprisse anche i punti. Come se fosse davvero possibile.

In Sudamerica ci credono. O almeno fanno finta di crederci, che forse è la stessa cosa.