Monaco non fa sorpassare, ma nel 2027 avrà la sprint lo stesso

Il 7 giugno, a Monaco, le ali posteriori sono rimaste bloccate per l’intero weekend.

La FIA aveva deciso settimane prima di disattivare l’active aero sul tracciato del Principato. Troppo il rischio di velocità eccessive all’uscita del tunnel, dove lo spazio di fuga resta minimo. Monaco è diventata così l’unica tappa della stagione 2026 a correre senza la modalità Straight, il sistema che sostituisce il vecchio DRS permettendo di aprire le ali sui rettilinei. Restava solo l’Overtake Mode, con punto di rilevamento e di attivazione nell’ultimo settore, più una mappa motore specifica, la Rev1, con cui la FIA ha regolato l’erogazione della MGU-K per il tracciato.

Gabriel Bortoleto, alla vigilia, aveva già archiviato la questione senza troppe illusioni: a Monaco si ricarica così tanto che l’energia non manca mai a nessuno, quindi l’effetto della modalità Straight, comunque spenta, non si sarebbe sentito lo stesso. Il sorpasso, aveva detto, sarebbe rimasto difficile come sempre.

Ed è andata così. Kimi Antonelli ha vinto dalla pole, quinto successo consecutivo, gestendo la gara senza mai essere impensierito davanti nonostante il caos alle sue spalle: Verstappen fuori al primo giro, Leclerc a muro nella sua gara di casa, Russell tra doppia penalità e safety car. Dietro l’italiano della Mercedes, tanto è successo. Davanti, quasi niente, come da tradizione.

Tre mesi dopo

Il 16 settembre, la FIA e Formula 1 hanno presentato il calendario 2027: ventiquattro gare in ventidue paesi, e le sprint che salgono da sei a dieci. Tra le sedi debuttanti, insieme a Bahrain, Australia, Giappone e Abu Dhabi, c’è anche Monaco.

La logica della scelta, secondo chi lavora al progetto, sta nella qualifica, non nella corsa. Un weekend sprint significa un solo turno di prove libere e due sessioni di qualifica, quella del venerdì per la sprint e quella del sabato per il Gran Premio. A Monaco, dove il tempo sul giro conta più che ovunque altro, raddoppiare il momento più seguito del weekend è la scommessa.

Nessuno, negli uffici che hanno firmato il calendario, ha dovuto spiegare perché il sorpasso a Monaco resti improbabile: lo sanno tutti, lo sa anche la FIA, che tre mesi prima aveva già rinunciato a Monaco proprio alla parte del pacchetto 2026 pensata per aiutare il sorpasso sui rettilinei, a quanto pare solo altrove. Il problema non è stato corretto. È stato aggirato, spostandolo dalla domenica al sabato, e raddoppiando quello che a Monaco funziona da sempre: la qualifica.

Lando Norris, interpellato a margine del Pro-Am di Wentworth, ha liquidato la notizia con una parola sola: “Interessante.” Poi ha aggiunto, quasi ridendo, che si correrà anche di sabato.

Qualcuno ha fatto notare, commentando il calendario, che le sprint corse finora sono state ventinove. Sottolineando che in pochi, tra i tifosi, saprebbero ricordare una gara memorabile prodotta da uno qualunque di quelle sprint. Insomma un format usa e getta, senza ancora un’identità propria. Aggiungerne quattro, a Monaco addirittura, non risolve quel problema. Lo distribuisce soltanto su più weekend.

Il sorpasso, nel Principato, non tornerà. Ma la qualifica, quella, la venderanno due volte.

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Di Vittorio Gravel

Vittorio covers motorsport as a cultural ecosystem rather than a sequence of races. He focuses on people, contexts, and contradictions, blending reportage and analysis with a calm, direct tone. He prefers the details that reveal more than official statements ever do.