Madring, tre curve da rifare per salvare i sorpassi in F1

Nessun conteggio ufficiale, ma le stime dicono quattro sorpassi in gara: il dato peggiore della stagione, inferiore anche a quello di Monaco. Il tracciato di cui avevamo già raccontato l’ambizione, ha debuttato così in Formula 1. Con una qualifica che ha messo alla prova ogni centesimo di secondo e una domenica in cui le posizioni, una volta assegnate, sono rimaste dove erano.

I sorpassi che ci sono stati si contano sulle dita di una mano: Liam Lawson su Franco Colapinto, poi George Russell su Lawson. Il resto della gara si è disputata così com’era partita.

Il numero

Il punto in cui tutti si aspettavano arrivasse lo spettacolo era la chicane di curva 5 e 6, dopo il lungo rettilineo che apre il tracciato. L’ingresso stretto, però, ha tolto ogni margine di manovra: lo ha spiegato Ollie Bearman alla vigilia del weekend, quando ha osservato che quella angolazione in frenata elimina la possibilità di cambiare traiettoria e di infilarsi all’interno. Una svista, l’ha definita, anche se dietro c’era una ragione precisa. La sicurezza: l’angolo e la velocità di approccio verso il tratto in galleria non lasciavano molto spazio a soluzioni diverse.

Le tre curve

Gli organizzatori del Gran Premio di Spagna non sono rimasti a guardare. Per il 2027 sono previste modifiche in tre punti del tracciato, e nelle prossime settimane si aprirà il confronto tra il circuito, la FIA, i team e i piloti per definire i dettagli.

La prima curva sotto esame è proprio quella chicane: allargata e riprofilata nell’ingresso, dovrebbe finalmente permettere ai piloti di affiancarsi. La seconda è curva 13, verso sinistra subito dopo la Monumental, oggi troppo veloce e con poco spazio di frenata per offrire un’occasione a chi arriva in scia dalla parabolica. Stretta in raggio, potrebbe diventare un punto di battaglia vero. La terza è curva 20, oggi una strozzatura tra le barriere: l’idea è allargare la sede stradale e rivedere l’allineamento dei guard rail, così da lasciare a chi attacca una via d’uscita che oggi non esiste.

Il tempo dell’omologazione

Le stesse modifiche erano già state proposte alla FIA prima di questa gara. Sono rimaste però sulla carta per una ragione tecnica. Le simulazioni e l’iter di omologazione richiedono tempo, e i lavori sul tracciato erano iniziati solo nell’aprile 2025, rallentati da un inverno piovoso a Madrid. Meglio arrivare al 2027 con calma che rischiare ritardi capaci di compromettere la costruzione e impedire arrivare in tempo per il debutto. A complicare ogni intervento, a Madring, non c’è solo la FIA: ci sono le autorità locali, la viabilità pubblica, le ferrovie, l’aviazione, i soccorsi, gli enti che si occupano di acque e ambiente. La stessa chicane di curva 5 e 6, del resto, deve fare i conti con il tunnel in uscita, che limita l’angolo e la velocità a causa della via di fuga ridotta.

Charles Leclerc, dopo la gara, ha usato parole misurate: il tracciato, ha detto, è ben fatto, soprattutto in qualifica, e basterebbe una modifica piccola, forse due, per cambiare tutto lo spettacolo della domenica. Carlos Sainz, che si prepara a parlare con la FIA, ha guardato altrove per un modello: Baku, Macao, piste dove basta un solo punto di sorpasso vero a sostenere l’intera gara.

Madring ha già dimostrato di saper costruire un tracciato capace di reggere una qualifica. Ora deve dimostrare di saperla correggere, anche di domenica.

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Di Vittorio Gravel

Vittorio covers motorsport as a cultural ecosystem rather than a sequence of races. He focuses on people, contexts, and contradictions, blending reportage and analysis with a calm, direct tone. He prefers the details that reveal more than official statements ever do.