… e il CMB che vince prima ancora di iniziare
C’è un momento dell’anno, tra la fine di agosto e i primi di settembre, in cui il futsal italiano sospende ogni forma di realismo e si abbandona a un rito collettivo: la carrellata di interviste pre-campionato. Ogni allenatore, ogni dirigente, ogni addetto ai lavori viene chiamato a dire la sua. E la dice. Sempre uguale.
Abbiamo letto le interviste pubblicate negli ultimi giorni. Abbiamo ascoltato i vari allenatori. Fatto il conto delle parole spese, delle frasi fatte, dei luoghi comuni. E abbiamo capito una cosa: il campionato 2026-27 è già stato scritto, ma nessuno ha il coraggio di ammetterlo. Quindi si recita.
Il Bingo dei luoghi comuni
Prendete una scheda e segnate. Se ascoltate una di queste frasi in una conferenza stampa, bevete. Se le beccate tutte, chiamate un’ambulanza.
1. **”Sarà il campo a parlare”** – Presente in almeno cinque interviste su dieci. La formula magica che ti permette di dire tutto e niente, di azzeccare un pronostico o di sbagliarlo senza mai avere torto. Il campo, si sa, parla. Ma se parla sempre lui, a cosa servono gli allenatori?
2. **”È la squadra da battere”** – La troviamo in *ogni singola intervista*. Declinata come “squadra da battere”, “favorita”, “ha un gap importante”, “ha ampliato il divario tecnico”. È il rituale dell’omaggio obbligato, il riconoscimento formale che permette a chi parla di presentarsi come umile e realistico, salvo poi aggiungere “ma…” e sganciare la terza perla.
3. **”Tutte si equivalgono”** – Il mantra della competitività orizzontale. Tutte le squadre hanno gli stessi valori, tutte si possono battere, tutte… tranne il CMB. Perché il CMB, come ammettono anche i più ottimisti, gioca un altro campionato. La formula completa è: “Il campionato è molto equilibrato, *tranne per il CMB*”. Come dire: “Siamo tutti uguali, ma qualcuno è più uguale degli altri”.
4. **”L’anno scorso era già fortissima, quest’anno si è rinforzata”** – La constatazione che suona come una condanna. Una squadra che non ha mai perso in un’intera stagione. Mai, nemmeno una volta e che a luglio va a prendersi Diana Santos, una delle giocatrici più forti in circolazione. Qualcuno la mette giù semplice: “Il CMB aveva una rosa già molto competitiva e si è rinforzata ulteriormente”. Poi qualcun altro rincara: “Lo scorso anno non ha mai perso e quest’estate è riuscito addirittura a rinforzare ulteriormente una rosa che era già fortissima”. Arriva anche il più onesto: “Prendendo Diana Santos, diventa ancora più imbattibile di prima”.

L’elefante nella stanza
Il dato è clamoroso e nessuno può far finta di niente. Il CMB arriva da una stagione di imbattibilità assoluta. Nessuna sconfitta. Zero. E quest’estate, invece di perdere qualche pedina, di subire il naturale ridimensionamento tipico nel futsal dopo le grandi stagioni, ha aggiunto un pezzo da 90 al proprio roster.
I numeri dicono che il campionato è già finito. La logica dice che il gap è incolmabile. Il realismo imporrebbe di ammetterlo.
Invece no. Invece si costruisce un castello di retorica per tenere in vita l’illusione.
La retorica dell’equilibrio impossibile
Dopo aver riconosciuto la superiorità del CMB, tutti si affrettano a riparare il danno narrativo. Il campionato, ci dicono, è pieno di insidie. “Nel futsal nulla è mai scontato”, ripete qualcuno. “Questo sport è spesso imprevedibile e ricco di sorprese”, aggiunge un altro. “Ripetersi è sempre complicato”, sottolinea quacuno, con un filo di speranza.
È la retorica dell’imprevedibilità. Quella che ti permette di dire: ok, il CMB è più forte, ma… e il “ma” è tutto. Il “ma” è il tentativo di tenere vivo un campionato che, sulla carta, non esiste.
L’umiltà obbligata
Poi c’è il capitolo delle ambizioni dichiarate. O meglio, delle ambizioni nascoste. Perché a sentire gli allenatori, nessuno punta a vincere niente.
“L’obiettivo è consolidare le posizioni ai vertici, ma non faccio pronostici”. “Puntiamo alla permanenza nella categoria”. “Siamo soddisfatti del mercato, ma senza proclami”. “Il mercato migliore non è quello con i nomi più altisonanti”.
È l’umiltà di circostanza, quella che abbassa le aspettative per proteggersi da eventuali insuccessi. Ma è anche un modo per dire: “Noi non ci esponiamo, tanto il campionato lo vince il CMB”.
La mossa finale: il mercato “giusto”
C’è anche chi, con una mossa retorica, prova a distinguere tra “mercato con i nomi altisonanti” e “mercato funzionale all’idea di calcio a 5”. Una distinzione sottile che suona come una rivalsa per chi non ha potuto prendere Diana Santos. È il tentativo di dire: “Noi abbiamo fatto le scelte giuste per il nostro gioco, anche se non abbiamo preso la giocatrice più forte del mercato”.
Il problema è che il CMB, oltre a prendere il nome più altisonante, aveva già il gioco più funzionale. E il miglior allenatore. E la miglior rosa. E il miglior tutto.

Il campionato della finzione
Questo pre-campionato ci consegna un quadro nitido: tutti sanno che il CMB vincerà. Ma nessuno può dirlo apertamente. Quindi si gioca al gioco delle parti.
Si parla di equilibrio, si parla di sorprese, si parla di campo che parlerà. Si dicono le stesse frasi, anno dopo anno, come una liturgia. È la coreografia dell’illusione, la danza delle parole che tiene in vita l’immaginazione collettiva.
Il campionato 2026-27, probabilmente, sarà già deciso a marzo. Ma fino ad allora, ascolteremo le stesse interviste, le stesse dichiarazioni, gli stessi luoghi comuni. Perché il futsal, come il calcio, vive anche di questo: della finzione che tutto sia ancora da scrivere, quando invece la prima pagina è già stata stampata.
E la prima pagina, quest’anno, ha un nome e un cognome: CMB, imbattuta e rinforzata. Il resto è solo parole. Parole che, come dice qualcuno, “sarà il campo a giudicare”.
Ma intanto, noi le abbiamo già giudicate. Perché se è vero che nessuna partita è stata ancora giocata, ma qualche certezza, a volte, è già troppo evidente.

