Briatore, il foglio, e il giudice amico della McLaren

A Monza, durante la conferenza stampa del venerdì, Flavio Briatore ha tirato fuori un foglio e ha iniziato a leggere. Non è qualcosa che accade di consueto, in una conferenza stampa pre-gara. Di solito i team principal parlano, rispondono, difendono. Briatore leggeva. E quello che leggeva erano accuse precise contro un giudice della FIA International Court of Appeal.

Il bersaglio è Filippo Marchino, avvocato italoamericano, uno dei quattro giudici del panel che il 25 agosto, a Parigi, ha ribaltato per la seconda volta il risultato del GP di Monaco. Il panel era presieduto da Michael Grech (Malta) e completato da Tomas Borec (Slovacchia) e Luigi Fumagalli (Italia). Insieme, hanno accolto l’appello di McLaren e Red Bull, rimettendo le due penalità da 5 secondi a Pierre Gasly e restituendo il terzo posto a Isack Hadjar.

Il podio che cambia due volte

Gasly aveva attraversato il traguardo terzo. Era poi scivolato al settimo per le penalità in pit lane, poi era risalito al terzo dopo che l’Alpine aveva vinto il “right of review”, dimostrando un errore di misurazione della distanza nella corsia dei box compiuto dal FOM. McLaren e Red Bull avevano quindi portato la questione all’ICA, sostenendo che modificare retroattivamente il riferimento di misurazione era lesivo della correttezza sportiva, visto che i piloti avevano calibrato il limitatore in pit lane sui dati originali. L’ICA ha dato loro ragione. Gasly è tornato al settimo, Hadjar al terzo.

Per il mondiale costruttori, il colpo è pesante. Prima della decisione, l’Alpine era distante tre punti dalla Racing Bulls nella lotta per il quinto posto. Adesso il distacco è salito a sedici.

Il giudice e la foto a Beverly Hills

Ed è qui che Briatore ha alzato il foglio. «Abbiamo una bella foto di questo signore che fa un discorso per la McLaren nel 2018 a Beverly Hills, negli spazi della McLaren Special Operations. Ha una fondazione, si chiama One Drop Foundation, e McLaren ha donato due o tre auto.» Ha ripetuto più volte che l’Alpine accetta la decisione. Ha ripetuto altrettante volte che un giudice collegato a una delle squadre ricorrenti è «decisamente scorretto».

Marchino non era presente per rispondere. La biografia ufficiale FIA lo descrive come un avvocato di lunga esperienza nei casi più tecnici degli Stati Uniti, eletto alla lista dell’ICA nell’assemblea generale FIA del dicembre 2023.

Andrea Stella era seduto accanto a Briatore. Ha aspettato il suo turno, poi ha detto che la conferenza stava prendendo una piega che trovava «piuttosto offensiva per la McLaren», che chi fa certe accuse in pubblico «dovrà assumersi la responsabilità» di quello che dice, e che l’udienza era stata condotta ai più alti livelli. Un linguaggio che ci si aspetta da uno nella sua posizione.

Quello che resta aperto

Briatore non ha detto cosa farà l’Alpine. «Stiamo pensando a cosa fare.» Nessuna indicazione su un eventuale ricorso ulteriore.

Nel frattempo, Hadjar arriva a Monza con il polso infortunato e non correrà questo fine settimana. Il podio di Monaco è suo, per la seconda volta. La Racing Bulls si trova con sedici punti di vantaggio in una battaglia costruttori che vale milioni per il budget dell’anno seguente.

Qualcosa, nel frattempo, scorre via.

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Di Vittorio Gravel

Vittorio covers motorsport as a cultural ecosystem rather than a sequence of races. He focuses on people, contexts, and contradictions, blending reportage and analysis with a calm, direct tone. He prefers the details that reveal more than official statements ever do.