Sei milioni da spendere bene: il dilemma del budget cap 2026

Veicolo da corsa stilizzato con geometrie pulite

Undici gare. Quattro squadre che si riconcorrono, con ordini di arrivo che cambiano ogni volta che qualcuno porta in pista un pacchetto di sviluppo serio. Non è un campionato deciso sul passo gara: è un campionato che si decide in fabbrica, settimane prima, quando l’area tecnica sceglie quanti soldi investire e quando.

In questo scenario c’è un dettaglio regolamentare che sembra quasi contabile, ma che è davvero rilevante.

Il problema del serbatoio

Le squadre hanno accettato una serie di modifiche al regolamento per correggere un difetto strutturale delle nuove power unit 2026: le monoposto consumavano troppa energia rispetto a quella disponibile nella batteria. La soluzione prevede di spostare entro il 2028 l’equilibrio attuale, nominalmente 50/50 tra motore termico e batteria, verso un rapporto 60/40 a favore del motore a combustione interna. Per arrivarci, si aumenta il flusso di carburante: più cinque per cento nel 2027, più tredici per cento nel 2028.

Più carburante bruciato significa serbatoi più grandi. Serbatoi più grandi significano telai da riprogettare.

Il problema è che molte squadre avevano in mente di portare il telaio 2026 anche nel 2027, evitando così d’affrontare una spesa considerevole non considerata essenziale. Tuttavia con la previsione d’un aumento dei consumi, chi lo fa rischia di rimanere senza carburante prima del traguardo. La FIA ha trovato una via d’uscita a questo problema. Per la sola stagione 2027, è pronta ad accorciare ogni gran premio fino a quattro giri e limitare i giri di ricognizione prima della partenza.

Sketch tecnico con silhouette semplificata di veicolo da corsa

Il numero

Come compensazione per questo groviglio regolamentare, le squadre hanno ottenuto un’apertura sul budget cap: 6 milioni di dollari, spalmati su tre stagioni. I primi 3 milioni vanno divisi tra il 2026 e il 2027. Gli altri 3 milioni tra il 2027 e il 2028.

Chi decide di investire tutto adesso, bruciando 3 milioni nel 2026 e altri 3 nel 2027, arriva al 2028 con poco spazio nel budget cap. E il 2028 è l’anno in cui le power unit cambiano di nuovo, con conseguenze ancora difficili da quantificare sul resto della vettura. Chi invece tiene i soldi per il futuro, rischia di perdere terreno in questo momento, in cui ogni decimo vale punti.

Come ragionano le quattro squadre

La McLaren campione del mondo sembra orientata a mantenere un ritmo di sviluppo costante fino a dicembre. Andrea Stella ha detto che l’obiettivo è portare la MCL40 a un passo gara più veloce di circa mezzo secondo da qui alla fine della stagione, e che la squadra era già in buona posizione finanziaria, indipendentemente dal bonus legato al cambio regolamentare. A Zandvoort arriverà la seconda parte del pacchetto presentato in Ungheria.

La Ferrari ha sorpreso i rivali con la continuità del programma di aggiornamenti, gara dopo gara. Toto Wolff lo ha detto in Austria con un tono che suona come un’allusione: «Siamo un po’ sorpresi che la Ferrari riesca a portare aggiornamenti così consistenti. A mio avviso stanno esaurendo i soldi del budget cap, perché noi non potremmo fare quello che fanno loro.» Vasseur ha risposto che spesso l’apparenza inganna. Molte parti sembrano nuove, ma sono in realtà modifiche di componenti esistenti. Meno denaro di quanto sembri è stato investito, ma di certo la Ferrari è più continua negli aggiornamenti di quanto ci si aspetti.

La Red Bull ha lavorato intensamente per recuperare un distacco che a inizio stagione sfiorava il secondo e ora è ridotto a qualche decimo. Laurent Mekies ha lasciato intendere che presto la squadra cambierà rotta, dirottando le energie sul progetto 2027. Difficile immaginare, dice, di continuare «a questo ritmo».

Bozzetto di veicoli che affrontano una curva con linee fluide

La strategia di Mercedes

La Mercedes guida entrambe le classifiche, piloti e costruttori, ed è quella che ha speso meno in aggiornamenti. Un solo pacchetto importante, portato in Canada. Una scelta deliberata. Tenere soldi da parte per la seconda metà della stagione, quando i punti pesano di più. Simone Resta ha parlato di qualcosa di più sostanzioso in arrivo sulla vettura. Bradley Lord ha detto che «c’è una discreta quantità di prestazione che sta uscendo dalla linea di produzione», l’inconfodibile gergo del paddock, e che arriverà sulle monoposto dopo la pausa estiva.

Chi ha gestito meglio quei 6 milioni lo scopriremo insieme a novembre.

O forse prima, se qualcuno sbaglia i tempi.

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Di Vittorio Gravel

Vittorio covers motorsport as a cultural ecosystem rather than a sequence of races. He focuses on people, contexts, and contradictions, blending reportage and analysis with a calm, direct tone. He prefers the details that reveal more than official statements ever do.