IL RUGGITO DI NIGEL
F1 1989: Mansell parte dodicesimo sull’Hungaroring e vince
Sull’Hungaroring le qualifiche contano più del solito. La pista è stretta, le curve arrivano una dopo l’altra senza tregua e i posti buoni per sorpassare si riducono a due: curva 1 e curva 4. Chi comincia la domenica da lontano ha già perso qualcosa.
Budapest, agosto 1989. Decima tappa del mondiale, quindici punti di distanza tra Prost e Senna nella classifica piloti: il francese in testa, il brasiliano insegue, le McLaren sono la misura di tutto. La Ferrari ha vinto in Brasile, la Williams in Canada. Il copione c’era già.
Il sabato lo riscrive. Riccardo Patrese porta la Williams in pole davanti a Senna. In seconda fila si mette Alex Caffi con la Scuderia Italia, davanti anche a Boutsen e a Prost. Le Ferrari partono più indietro: Berger sesto, Mansell dodicesimo.
Dodicesimo.

In gara Patrese tiene la testa, Senna lo segue da vicino. Caffi regge qualche giro poi viene superato da Berger e da Prost, che su questa pista vuole i punti senza rischiare. Mansell comincia a risalire.
Berger si ferma ai box: gomme nuove, vantaggio sulla carta. Il cambio non risponde e l’austriaco è fuori gara. Un altro ritiro in una stagione che, fino a quel momento, non lo aveva ancora lasciato arrivare al traguardo: neanche una volta, in dieci tappe.
Mansell continua. Supera Prost. Supera Patrese, che poco dopo si ferma anche lui per un guaio al radiatore, lui che aveva condotto una gara pulita. Davanti rimangono Senna e Mansell, e girano insieme per diversi giri.
Al cinquantottesimo, in curva 4, i due si trovano a doppiare Stefan Johansson sull’Onyx. Mansell vede lo spazio, ci entra e Senna non riesce a chiuderloe. Quello che era partito dodicesimo è adesso in testa.
Da lì alla bandiera non cambia niente. Mansell vince. Senna secondo, Boutsen terzo con la Williams. Prost quarto, Cheever quinto con le Arrows, Piquet sesto sulla Lotus.
Nessuno ha più vinto su questa pista partendo oltre il decimo posto.

Guardando le immagini di quella gara si vede una Formula 1 dove le squadre di seconda e terza fascia stavano nel gruppo che contava. Caffi in seconda fila. Cheever a punti con le Arrows. Johansson, quello che ha aperto lo spazio senza saperlo, su una macchina che di lì a poco sarebbe sparita.
Non ero nato. Le immagini restano.

