GP Belgio 2026: il problema Mercedes non era solo di Russell

Illustrazione generica di veicoli in movimento su pista

GP Belgio 2026: il problema alla power unit non era solo di Russell

In uscita dalla curva 1 di Spa, George Russell aveva il 30-40% di batteria in meno rispetto a quanto avrebbe dovuto. Lo ha detto lui stesso. Lungo il rettilineo del Kemmel ha perso due posizioni, poi è arrivato il contatto con Hamilton alle Combes, poi il ritiro.

Fin qui, la cronaca. Quello che la cronaca non racconta è che Russell non era solo.

Tutti i motori Mercedes, stessa curva, stesso problema

Toto Wolff lo ha confermato senza esitazioni: tutte le vetture con motore Mercedes hanno sofferto lo stesso calo di energia in uscita dalla prima curva. Anche Antonelli, che la gara l’ha poi vinta, non ne è stato immune, anche se su di lui l’impatto è stato più contenuto. Su Russell, invece, ha avuto conseguenze dirette sul risultato.

La causa identificata dalla squadra è una combinazione tra un’impostazione della power unit e alcuni input di guida dello stesso Russell. In concreto: la monoposto consumava energia in modo sbilanciato lungo il giro, con più disponibilità nella prima parte e meno nella seconda. L’esatto contrario di ciò che serve a Spa, dove le battaglie decisive si consumano nella parte alta del tracciato.

Sketch tecnico con silhouette semplificata di veicolo da corsa

I numeri, e dove portano

Wolff ha quantificato il deficit in circa due, due decimi e mezzo in modalità qualifica, meno sui long run. Numeri che, presi da soli, non sembrano devastanti. Ma Russell arrivava a Spa già in difficoltà con la gestione energetica: nel corso del weekend aveva perso diversi decimi al giro rispetto ad Antonelli in prova e qualifica, senza che la causa fosse ancora chiara.

Wolff ha definito il problema «qualcosa di completamente nuovo» e ha aggiunto una considerazione che suona quasi come un magro conforto: meglio scoprirlo a Spa, circuito energivoro, che a Budapest, dove il problema sarebbe rimasto nascosto molto più a lungo.

Quello che resta

Per Russell: punti persi nel mondiale, vantaggio di Antonelli che cresce. Per la squadra: una risposta tecnica da portare in Ungheria, e la sensazione, che Wolff non ha nascosto, di correre ogni weekend con almeno una macchina che non arriva al traguardo.

Il problema era sistemico. Il conto, però, lo ha pagato uno solo.

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Di Vittorio Gravel

Vittorio covers motorsport as a cultural ecosystem rather than a sequence of races. He focuses on people, contexts, and contradictions, blending reportage and analysis with a calm, direct tone. He prefers the details that reveal more than official statements ever do.