F1 2027: il 50/50 tra ICE e batteria è già in discussione

Dal bordo pista le vetture 2026 sembrano veloci. Dal lato tecnico, sembrano bloccate.

Le modifiche approvate per Miami, una serie di interventi sul regolamento di qualifica, sono descritte da chi le ha negoziate come una risposta parziale. Parzialissima: secondo una fonte interna ai colloqui, coprono circa il 20% di ciò che servirebbe davvero. Il resto richiede qualcosa che nessuno può toccare nel corso della stagione: la proporzione di potenza tra motore a combustione interna e batteria.

Il 50/50, entrato nel regolamento 2026 come simbolo di equilibrio tra vecchia e nuova propulsione, e come condizione implicita per attrarre costruttori è già in discussione. In modo formale.

Il problema non è la potenza. È come si divide.

Nessuno contesta che le power unit 2026 abbiano la potenza e l’energia necessarie per girare al limite. Il nodo è strutturale: con 400 kW dal motore termico e 350 kW dalla batteria, i piloti non possono attaccare ogni giro senza gestire l’energia. La batteria non è un’assistenza, è un vincolo.

L’idea che circola è semplice nella forma: alzare il flusso di carburante per guadagnare circa 50 kW sull’ICE, ridurre il contributo della batteria di 50-100 kW. Una ripartizione intorno al 60/40, o al 55/45 se in gara si mantenesse l’erogazione attuale dalla batteria a 350 kW. Sulla carta, una modifica contenuta. Nella pratica, cambierebbe il carattere di guida.

Non si può fare adesso. I motori attuali sono stati progettati intorno ai loro parametri di erogazione: aumentare il flusso di carburante causerebbe problemi di affidabilità sui componenti, la cui vita utile è calcolata su valori precisi. L’orizzonte è 2027 o 2028. Le prossime settimane diranno quale dei due. Perché se si vuole intervenire per il 2027, la decisione va presa in tempo per permettere ai costruttori di lavorare su nuovi progetti.

Chi può bloccare e chi non vuole farlo

Una revisione simile richiede una super maggioranza tra i costruttori: quattro su cinque, più FIA e FOM. Mercedes è l’unica che può trarre vantaggio dall’assetto attuale, la sua power unit sembra adattarsi meglio alla gestione del 50/50, ma non ha voti sufficienti per bloccare la revisione da sola.

Andrea Stella di McLaren, cliente Mercedes, ha già detto che servirebbe una revisione hardware per portare la power unit a lavorare in un regime meno compromesso. Laurent Mekies di Red Bull è sulla stessa linea.

Audi, nel frattempo, ha chiarito una cosa utile a capire la dinamica. Il 50/50 non era tra le condizioni di Ingolstadt per entrare in Formula 1. Mattia Binotto ha ricordato che le priorità erano motori ad alta efficienza, carburanti sostenibili, una quota significativa di elettrificazione e la rimozione del MGU-H. La proporzione tra ICE e batteria era oggetto di un’altra conversazione, una alla quale Audi non ha partecipato.

Il fronte favorevole alle modifiche è più ampio di quanto le dichiarazioni pubbliche lascino intendere. E il 50/50, venduto come pilastro del regolamento più ambizioso degli ultimi vent’anni, potrebbe già essere in uscita prima che la stagione finisca.

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Di Vittorio Gravel

Vittorio covers motorsport as a cultural ecosystem rather than a sequence of races. He focuses on people, contexts, and contradictions, blending reportage and analysis with a calm, direct tone. He prefers the details that reveal more than official statements ever do.