Calcio a 5 e Olimpiadi: l’ossessione italiana dei cinque cerchi

Illustrazione stilizzata con linee pulite e forme semplificate

Per almeno due anni, il calcio a 5 italiano ha vissuto di una sola ossessione. I cinque cerchi. Bastava aprire i canali della Divisione: ogni tre comunicati, due finivano per invocare l’Olimpiade. Era un mantra ripetuto con fede incrollabile, la certezza che bastasse toccare quel palcoscenico per spiccare il volo. Il salto di qualità. La visibilità. Già la visibilità, come se fosse l’unico dio a cui rivolgersi.

Il futsal a Los Angeles 2028 non ci sarà.

Al suo posto, l’Italia manderà in California il flag football. Una disciplina che da noi conoscono in pochi, praticata da una manciata di atleti che però si danno da fare. Come ci sono riusciti? Semplice. La NFL. La National Football League, quella vera, ha deciso che i Giochi erano la vetrina perfetta per vendere il suo brand al mondo. Un prodotto “family friendly”, rassicurante, da piazzare sotto l’albero di Natale del globo.

Roger Goodell e i suoi hanno tirato fuori un investimento pesante. Del resto, quando la tua “National”, intesa come gli Stati Uniti d’America in trasferta, scende in campo in Inghilterra, Germania, Brasile, Messico e Australia, l’Olimpiade è solo un’altra tappa del tour. E i numeri, del resto, hanno una loro gravità. La NFL fattura venti miliardi di dollari l’anno. La Premier League si ferma a otto.E se volete toccare il fondo della depressione finanziaria, c’è la IPL, il campionato indiano di cricket: diciassette miliardi. Il doppio della miglior lega di calcio del pianeta.

Disegno tecnico minimalista con silhouette semplificate

A Los Angeles ci sarà anche il cricket. Mancava dai Giochi da centoventott’anni. Centoventott’anni di assenza che non hanno minimamente scalfitto la crescita del gioco o i suoi miliardi. Anzi. Il ritorno del cricket, qui, non è una conquista dello sport. È un favore che il cricket fa all’Olimpiade, portandosi dietro una fetta di pubblico che il CIO si sogna.

Ma torniamo al nostro calcetto. Il futsal. Resta in piedi una domanda, di quelle scomode. Se il basket 3vs3 è riuscito a stare alle Olimpiadi insieme alla sua versione maggiore, perché il calcio a 5 non può fare lo stesso accanto al calcio a undici? E poi, siamo sicuri che oggi, per far girare l’economia di uno sport, serva per forza la bandiera a cinque cerchi?

Suvvia. Forse, prima di guardare in alto e pensare ai Giochi, varrebbe la pena chiedersi come mai, qui tra i comuni mortali, si continui a veder fallire le società sportive a ogni cambio di stagione, o ad ogni starnuto.

Di Elias Rowe

Elias Rowe writes about the things he loves to understand the world around him. His voice is calm, observational, and quietly ironic, always searching for meaning in the details.