Ferrari a Monza: fondo rivisto, ali ripulite e motore ADUO 2

Zandvoort si è chiuso con una Ferrari quarta e quinta. Non un disastro, abbastanza però per ribadire che il distacco dalla Mercedes nel mondiale costruttori è ancora di 87 punti, e che poi c’è Monza e dalle parti di Maranello quel Gran Premio ha avuto sempre un peso diverso dagli altri.

Quest’anno, però, quel peso è un po’ diverso. La terra di Brianza favorisce sulla carta le power unit di Mercedes e Red Bull: i lunghi rettilinei penalizzano chi ha ancora qualcosa da recuperare in termini di velocità di punta. E in Ferrari ne sono perfettamente coscienti. Le novità introdotte per Monza non sono la solita messa a punto per la gara di casa. È un pacchetto costruito per risolvere un problema preciso.

Il fondo

A Zandvoort ha debuttato un fondo rivisto attorno all’asse anteriore e al diffusore, che si stima possa far recuperare circa 0,15 secondi al giro. Per Monza, la Ferrari ha sviluppato un adattamento specifico per quegli elementi orientato alla riduzione della resistenza aerodinamica, seguendo una direzione già esplorata in Austria e in Gran Bretagna. Il singolo elemento verticale nella zona delle assi del fondo era riapparso su quelle piste, e torna anche qui.

Il lavoro sulle ali è più chirurgico. I flap aggiuntivi introdotti in Ungheria vengono rimossi, ma non si tratta di un’ala “Monza spec” disegnata da zero. Anche il piccolo flap davanti allo scarico, che aiuta a gestire l’aerodinamica nella zona del retrotreno, era finito sotto osservazione: alla fine rimane. La Ferrari ha preferito recuperare efficienza altrove, lavorando appunto sul fondo.

Storicamente questa era la gara in cui “si toglieva tutto” e si pregava. Adesso, con le aerodinamiche attive e la modalità rettilineo, si ragiona di più. Il compromesso è meno brutale.

La power unit

L’altro elemento che si spera possa davvero cambiare i rapporti di forza. A Monza arriva la specifica ADUO 2: il secondo aggiornamento della power unit consentito dal regolamento in vigore dal 2026, quello che Maranello preparava da mesi. È solo un passo parziale rispetto al programma completo del motore 2027, ma trasferisce già sulla vettura da gara buona parte di quel lavoro. All’Autodromo Nazionale di Monza, dove i rettilinei contano più che altrove, quell’aggiornamento arriva nel momento giusto.

La Ferrari ha eseguito una logica d’implementazione precisa: Leclerc e Hamilton hanno a disposizione ciascuno tre motori termici e tre turbocompressori. Portare l’ADUO 2 a Monza significa sincronizzare l’aggiornamento con la quarta unità disponibile per la stagione per entrambi, senza penalità in griglia, massimizzando il numero di gare in cui il motore nuovo sarà a disposizione nel finale.

Motore pronto, logistica sincronizzata, circuito quello più favorevole ad un guadagno in velocità di punta. Maranello ha fatto i conti.

Nel mondiale costruttori ci sono ancora 87 punti da recuperare sulla Mercedes, e se la stagione cambia passo.

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Di Vittorio Gravel

Vittorio covers motorsport as a cultural ecosystem rather than a sequence of races. He focuses on people, contexts, and contradictions, blending reportage and analysis with a calm, direct tone. He prefers the details that reveal more than official statements ever do.