Novemilacinquecentosettantacinque

Illustrazione stilizzata con linee pulite e forme semplificate

La notizia che torna con più insistenza in questi giorni, nel variopinto e sempre commovente mondo del calcio a cinque tricolore, è questa: ci siamo iscritti. Già. Iscriversi a un campionato è un traguardo. Almeno in quell’ambiente. Basterebbe fermarsi su questo per chiedersi quanta tenuta abbia una disciplina in cui le società festeggiano l’iscrizione alla stagione. Dimenticavo: ci sarà anche un secondo comunicato, quando la Covisod darà parere favorevole. La celebrazione in due tempi.

In certe zone d’Italia esistono ancora almeno 9.500 ragioni per non poter festeggiare la partecipazione al prossimo campionato. Strano che i debiti vadano saldati, anche nel calcio a cinque. Quasi dimenticavo: ci sono pure 75 euro di spese arretrate. Strano che questo debito risalga a due stagioni fa e non abbia in alcun modo impedito l’iscrizione di quella squadra al campionato. Sui «buffi», come li chiamano altrove, c’è chi ha trovato la soluzione creativa: non hai saldato il dovuto, ma lo farai, con un piano di rientro rateizzato. Condono, style. Se faranno finta di nulla, avremo stabilito un nuovo confine valicabile. Perchè l’alternativa è perdere una seconda squadra in Serie A. Questo potrebbe minare seriamente la narrativa governativa: «sport in espansione».

Nel frattempo il Genzano saluta la massima divisione. Perché il presidente s’è stancato. In fondo i soldi sono i suoi, e ci fa quello che vuole, quando vuole. Anche non pagare i giocatori e l’allenatore. Ci mancherà un presidente capace di licenziare e riassumere un nuovo allenatore tre o quattro volte nel giro di un paio di settimane. Mancherà un po’ meno, suppongo, a qualche giocatore o tecnico al quale pare debba ancora del denaro. Tecnicamente il Genzano non potrebbe iscriversi a nessun campionato, mancano le liberatorie, però ora volete che la stampa di settore si fermi a indagare? Qualche anno fa era arrivato lì un O’Magico, di magico aveva solo la frequenza con cui lo si era visto in campo, e ora su quel campo si spengono le luci.

Ricordo male, oppure non molto tempo fa la Divisione Calcio a 5 organizzava tornei lì, chiamandola «terra del futsal»? Non è che questa cosa porti un po’ di sfiga? Avete più sentito parlare di Salsomaggiore, così, giusto per citare un altro posto pieno di fantasmi. Ovvio che non è responsabilità della governance se le squadre chiudono, due, una al maschile e una al femminile, nella massima divisione. Forse, dico forse, si potrebbero evitare i toni trionfalistici. Tipo: «Futsal, l’anno parte con il botto. Il 2026 promette spettacolo.» Già. Spettacolo. Ci starebbe un bel «LoL» se fossimo in una chat.

Tipo lo spettacolo dei playoff iniziati con un mese di ritardo per un ricorso contro quella stessa squadra che oggi non c’è più? Parlate di quello spettacolo? Di quel botto?

Di Elias Rowe

Elias Rowe writes about the things he loves to understand the world around him. His voice is calm, observational, and quietly ironic, always searching for meaning in the details.