Almeno la telenovela è finita

Atleta stilizzato in movimento con sfondo semplificato

Da qualche giorno sfoglio le pagine digitali del quotidiano locale. Non è un vizio nuovo. È che certi titoli mi incuriosiscono.

Oggi il Pescara occupa quattro colonne. Tre delle quattro sono dedicate al titolo. Il titolo è: Insigne saluta il Pescara: oggi la firma con la Samp.

Un nome. Una frase. Abbastanza, suppongo, per chi segue la piazza.

Bozzetto di gruppo sportivo con forme ridotte

Insigne è un giocatore svincolato. Ha trascorso la parte finale della stagione in una squadra che lottava per non retrocedere, al centro di una polemica che i ritagli che ho letto non chiariscono del tutto. Adesso va alla Sampdoria. Anche quella è una città di mare, in fondo. Di porti e di rassegnazioni proprie.

Il quotidiano parla di coltellata al cuore. Di spalle voltate. L’ipotesi alternativa, che un calciatore a fine carriera stia semplicemente cercando di farsi pagare ancora qualche mese, non si prende in considerazione. Non basta a fare notizia.

Nel frattempo il Pescara: zero acquisti, due cessioni. Il rinnovo di un terzino. Un ragazzo uscito dall’orbita delle giovanili del Milan che torna da dove era partito.

Sketch di atleta in corsa con linee essenziali

I tifosi lo sanno già. L’hanno capito di anno in anno. C’è una proprietà che ogni estate ricorda di essere l’unica ragione per cui la squadra esiste. Probabilmente è così. È il modo in cui viene ricordato che lascia un certo sapore.

La città e il club procedono insieme. Una consuetudine un po’ ammuffita, come quella che il mare lascia sulle pareti degli appartamenti al piano terra. Dopo un po’ non ci si fa più caso.

Sul lungomare, stamattina, un ragazzo con la maglia del Delfino aspettava l’autobus. La maglia era dell’anno scorso. Forse dell’anno prima.