Leclerc sale sui dischi di Hamilton. La Ferrari recupera un gap che non dovrebbe esserci

Quando un pilota cambia fornitore di freni a metà stagione, di solito c’è un motivo preciso. Nel caso di Leclerc, il motivo ha un nome e una curva: Monaco, e la frenata alla Sainte-Dévote che l’ha spedito contro le barriere.

Tre dei quattro impianti frenanti non funzionavano, ha detto lui stesso nel dopo-gara. Non lo dice così, tanto per dire. E Maranello, evidentemente, non l’ha presa a cuor leggero neanche lei.

A Barcellona, la SF-26 del monegasco montava dischi Carbon Industrie al posto dei Brembo: gli stessi che Hamilton usa dalla tappa giapponese in poi. Il test del venerdì è andato bene, dice Vasseur, secco: «non tanti giri, perché bisogna fare push, raffreddamento, raffreddamento, push… ma è andato bene.» E per il resto del weekend, Leclerc resta sui CI.

Due fornitori, una macchina

Tra Brembo e Carbon Industrie non ci sono differenze enormi sulla carta. Sono entrambi sistemi al carbonio, entrambi affidabili ad altissimo livello. Le differenze sono sottili: risposta alle temperature, mordente iniziale, progressività del pedale. Ma in qualificazione o in gara, sottile non significa irrilevante.

Hamilton aveva già fatto questa scelta mesi fa. Che ora Leclerc la replichi suggerisce che i freni siano diventati un punto su cui la Scuderia Ferrari continua a lavorare, forse più di quanto avrebbe voluto ammettere.

Una giornata complicata

Il venerdì di Barcellona ha aggiunto un altro livello di complessità: debutto di un aggiornamento in otto componenti su entrambe le vetture, più il test sui dischi su un lato del garage. E Hamilton che perde la FP1 per far girare Beganovic, poi in FP2 riesce a completare solo due giri decenti prima che le gomme cedano. L’ala anteriore in modalità dritta non funzionava.

Hamilton è finito a oltre nove decimi da Leclerc. Leclerc quarto a 0.373 dalla vetta, con un passo gara che lasciava però spazio a una lettura più ottimista: secondo solo alla Mercedes sui long run.

«Qualche passo avanti l’abbiamo fatto», ha detto. «Sulla competitività è ancora presto per dire. I nostri avversari sono abbastanza avanti.»

Lo dice senza enfasi, perché la situazione non è ancora definita. Vasseur ha confermato che i «primi dati sono buoni», ma da una giornata in cui un pilota stava ancora testando una configurazione diversa non si ricava un quadro completo.

Quel che rimane aperto

In Ferrari, le asimmetrie tecniche tra i due volanti raramente sono casuali. Possono nascere da preferenze reali dei piloti, oppure da una gerarchia che dentro il box non viene dichiarata ma si vede lo stesso. Qui potrebbe essere l’una, l’altra, nessuna delle due. Difficile dirlo senza sapere cosa stia succedendo dall’altra parte delle porte del garage.

Leclerc ha avuto un incidente legato ai freni. La Ferrari ha reagito con rapidità. A Barcellona hanno portato entrambe le vetture sulla stessa configurazione. Se questo sia una buona notizia per il resto del campionato dipende da quando arriverà il pacchetto che dovrebbe colmare il distacco dai primi.

Per ora, i dischi ci sono. Il resto si vedrà.

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Di Vittorio Gravel

Vittorio covers motorsport as a cultural ecosystem rather than a sequence of races. He focuses on people, contexts, and contradictions, blending reportage and analysis with a calm, direct tone. He prefers the details that reveal more than official statements ever do.