Leclerc cambia disco: a Barcellona la Ferrari prova la scelta di Hamilton
A Barcellona, la Ferrari di Leclerc è arrivata ai box con i dischi Carbone Industrie. Stessa scelta di Hamilton, stesso fornitore che il britannico usa da settimane. Non è un aggiornamento, non è un upgrade tecnico nel senso tradizionale del termine: è una risposta a un problema che dura da mesi, e che a Monaco è diventato impossibile ignorare.
Alla ripartenza dopo la safety car, con i freni freddi e nessun feeling al pedale, Leclerc ha tamponato il muro. Già a Montreal aveva sofferto le stesse condizioni. «Un incubo assoluto», ha detto, con una franchezza insolita per lui.
Due filosofie di frenata
Brembo e Carbone Industrie non si distinguono per qualità assoluta, ma per carattere. I dischi CI mordono forte all’inizio della frenata, quando la temperatura è alta. I Brembo sono più progressivi: coprono l’intero arco termico, lavorano bene anche a freddo, reggono meglio nel lungo periodo. Due comportamenti pensati per stili di guida diversi, o per lo stesso pilota in condizioni diverse.
Hamilton ha puntato sulla CI fin dall’inizio della sua avventura alla Ferrari. Non è una scelta casuale: il suo modo di frenare vuole un attacco deciso, immediato, qualcosa che lui possa sentire nel momento esatto in cui spinge. La Ferrari ha costruito il suo assetto attorno a quella preferenza.

Un anno complicato per i freni
Il regolamento 2026 ha cambiato le variabili in gioco. I nuovi motori ibridi recuperano molta più energia in fase di decelerazione, il che vuol dire che i dischi vengono sollecitati meno nelle frenate canoniche. La temperatura di esercizio ottimale diventa più difficile da raggiungere, soprattutto nei circuiti lenti o dopo le neutralizzazioni. Per chi aveva già difficoltà con il feeling frenante, il contesto non ha aiutato.
Leclerc ha vissuto entrambi i lati dello stesso problema: troppo poco calore, troppa variabilità, nessuna certezza nel momento in cui la frenata decideva qualcosa.
La soluzione era nell’altro lato del box
La cosa che colpisce, guardando questa vicenda, è che la risposta tecnica era già disponibile in casa da mesi. Hamilton non ha avuto questi problemi perché ha risolto la questione alla sua maniera, in silenzio, all’inizio della stagione. Il fatto che Leclerc ci abbia messo così tanto tempo può dipendere da molti fattori, nessuno dei quali è possibile stabilire con certezza dall’esterno.
A Barcellona si vedrà qualcosa, anche se il circuito catalano non è il contesto più severo per testare i freni. L’indicazione vera arriverà altrove. Per ora, il monegasco ha almeno smesso di guidare con un disco che non riconosce.

