Massimo Rivola non era furibondo. Stava davanti ai giornalisti con la calma di chi ha già scelto le parole, e le parole pesavano: la penalità al suo pilota forse era troppo leggera.
Il doppio long-lap che Martin sconterà a Brno arriva dopo la caduta alla curva 1 di Balaton: cinque moto coinvolte, Bezzecchi e altri tre fuori gara sul posto. Nessun ferito grave. La classifica non perdona: Marquez si trova ora a 52 punti da Martin e 72 da Bezzecchi. Un weekend che poteva aprire un margine ha fatto il contrario.
Rivola e l’ammissione scomoda
Quello che ha detto Rivola non è uno sfogo. Il tono era controllato, quasi tecnico, e questo rendeva le parole più difficili da smontare. Con MotoGP.com ha definito l’incidente “difficile da digerire”, ha detto che un campione del mondo certi errori non li può fare, e poi ha aggiunto qualcosa che i team principal non dicono quasi mai: avrebbe accettato una sanzione ancora più dura. La curva 1 è già pericolosa di suo; aggiungere rischi non serve.
Nel paddock, la solidarietà pubblica verso i propri piloti è quasi un obbligo. Rivola ha fatto il contrario.

Un errore più piccolo, stesso risultato
Rivola ha tenuto a distinguere Balaton da Motegi dello scorso anno. A Budapest, Martin ha sbagliato sul freno anteriore in un punto in cui un pilota del suo livello non sbaglia. Errore tecnico, pulito. “Un errore più piccolo ma con lo stesso risultato. Per noi, anche peggio.”
“Anche peggio” perché non c’è attenuante che tenga. Martin ha cercato Bezzecchi, ha chiesto scusa ai meccanici. Rivola ha riconosciuto il gesto, lo ha chiamato “buono”, e si è fermato lì. La voce diceva il resto.

