Monaco FP1 2026: Ferrari in testa, Hadjar a muro

Quando la Ferrari porta a casa una doppietta nelle libere del giovedì a Monaco, la tentazione è di costruirci sopra una narrativa. Leclerc in testa di due decimi su Hamilton, Verstappen a mezzo secondo. Non certo da pronostico.

Poi Hadjar prende il muro alla piscina e rimette tutto in prospettiva.

Un rosso che vale più di un tempo

Mancavano circa venticinque minuti alla fine quando la Red Bull di Isack Hadjar ha perso il posteriore senza preavviso. Non un’uscita da capire, non una mossa sbagliata ricostruibile a tavolino. Il retrotreno è andato, la vettura è finita dritta nel muro esterno, la ruota posteriore sinistra strappata via dall’impatto. Lì ci era passato sopra anche Norris qualche istante prima, con uno scarto brusco che aveva già fatto alzare qualche sopracciglio al muretto.

Hadjar ha riferito di stare bene. Poi ha aggiunto: «Non capisco perché sia scattata così. Mi dispiace.»

Quella frase fa più rumore del botto. Un pilota che non capisce cosa ha fatto la sua vettura non è solo sfortunato: è un pilota che non può fidarsi della vettura. A Monaco, dove il margine tra il giro pulito e il muro si misura in millimetri, non sapere cosa ti aspetta al prossimo scatto di sovrasterzo è una variabile difficile da gestire.

Ferrari avanti, Mercedes divisa

Charles Leclerc ha girato in 1’13″978 sulle medie. Due secondi più lento rispetto alla sua stessa FP1 del 2025, il che dice più sul circuito e sulle nuove vetture che su di lui. Hamilton secondo, a 226 millesimi. La coppia della Ferrari sembra aver trovato un ritmo di lavoro che nel resto del paddock guarda con discreta attenzione.

Le Mercedes presentano un caso diverso. Antonelli quarto, Russell quinto, ma con oltre quattro decimi di divario tra loro. Lo stesso gap che si vede da qualche gara. Antonelli ha passato del tempo in testa dopo il cambio gomme, più a suo agio di Russell su questo tipo di circuito. Che Russell faccia più fatica del giovane compagno non è più una sorpresa: sta diventando una costante.

Audi e quello che accade nell’altra metà dello schieramento

Hulkenberg settimo, Bortoleto nono: un doppio piazzamento Audi nella top ten che vale, soprattutto su un tracciato dove il ritmo puro conta meno che altrove e la pulizia del giro fa la differenza.

McLaren invece ha qualcosa da sistemare. Piastri ha cambiato muso due volte e ha rischiato il contatto con Lindblad alla Tabac. Il nuovo avantreno portato dal Canada è ancora in valutazione: non una novità perfettamente assimilata.

L’epilogo Alonso

Negli ultimi cinque minuti, altra bandiera rossa. Alonso fuori dall’uscita del tunnel, graffio al muro, ali danneggiate, poi la vettura riportata ai box senza bisogno d’aiuto. Ventesimo in classifica, a 2,7 secondi dalla Ferrari. Un pomeriggio da archiviare in fretta.

Domani si torna in pista. Hadjar compreso. Con qualche domanda in più di quante il giovedì di Monaco di solito ne produca.

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Di Vittorio Gravel

Vittorio covers motorsport as a cultural ecosystem rather than a sequence of races. He focuses on people, contexts, and contradictions, blending reportage and analysis with a calm, direct tone. He prefers the details that reveal more than official statements ever do.