A Monaco si scala più che in qualsiasi altro circuito del calendario. 78 giri, nessun rettilineo, frenate che arrivano senza preavviso. Quando la trasmissione inserisce una marcia che il pilota non ha chiesto, il retrotreno va per conto suo e lì fuori ci sono i muretti.
Fernando Alonso giovedì non ha girato intorno alla questione: «Se abbiamo ancora il problema di scalata casuale come a Miami, probabilmente non possiamo neanche correre. Andremo a sbattere in uno dei punti di frenata».
Quando la scalata porta verso il muro
Una scalata anomala sul cambio produce due effetti, entrambi brutti. Il motore può erogare coppia invece di decelerare, oppure il bloccaggio dei freni posteriori arriva fuori sequenza. A Montecarlo, dove le barriere sono a trenta centimetri dalla traiettoria, non c’è spazio per gestirla.
Lance Stroll ha completato il quadro. L’Aston Martin perde la sincronizzazione di cambio ogni volta che la velocità scende sotto i quaranta chilometri orari. A Monaco succede alla Loews, la curva più lenta del calendario quindi ogni giro.
«Perdiamo la sincronia completamente», ha detto Stroll. «Poi dobbiamo risincronizzare. È tempo perso ogni volta».
Due settimane di lavoro dopo il Canada. La pista dirà quanto è servito.

Il sedile, Newey, e i millimetri di Canada
In Canada Alonso ha guidato a disagio per quasi tutto il weekend. La causa è nella posizione di guida: quest’anno, su indicazione di Adrian Newey, il sedile è stato inclinato all’indietro rispetto al 2025 per guadagnare qualcosa in aerodinamica. Nel corso di una gara, quell’angolazione in più preme su un nervo. Alonso ha perso sensibilità alle gambe.
Per Monaco ha rimesso tutto com’era l’anno scorso. «Siamo tornati quasi alla posizione del 2025», ha detto. «Nessun esperimento».
Newey torna in paddock a Monaco per la prima volta da Melbourne. È il circuito dove il lavoro sull’assetto meccanico pesa di più, e la sua presenza questa settimana non è una coincidenza. Se l’Aston Martin riuscirà a sfruttarlo, dipende da quante cose nel frattempo hanno smesso di rompersi.

