La Ferrari sceglie Monaco per annunciarlo. La gara di casa di Leclerc, il weekend più mediatico del calendario. Difficile non notarci una regia.

Il prolungamento lo lega alla Ferrari oltre il 2030. Aveva già un accordo fino al 2029. Ora quella scadenza probabilmente slitterà ancora più avanti.

Comunicato sobrio, come di consueto: Leclerc «continuerà a indossare i colori della squadra per le prossime stagioni». Nessuna cifra, nessuna data precisa. Il paddock capisce lo stesso.

Un rinnovo in controtendenza

Il 2026 non è iniziato come la Ferrari sperava. La Mercedes ha vinto tutti i gran premi principali, la SF-26 sconta ancora un ritardo di potenza e velocità sui rettilinei. Nelle ultime settimane il mercato piloti sembrava incalzarlo: sei al posto giusto? È l’anno della scelta.

Questa firma è già una risposta. Leclerc ha visto abbastanza da decidere di restare, e non per mancanza di carattere. La Mercedes ha già Russell e Antonelli, e quando cerca fuori da quel garage il nome che gira è Verstappen. Alla McLaren, Norris e Piastri non hanno ragioni per muoversi.

Leclerc sa fare i suoi conti. Ma anche, probabilmente, una lettura sul percorso tecnico della Ferrari: con un regolamento appena inaugurato, le gerarchie non sono ancora definitive.

La posizione di Hamilton

Sistemato Leclerc, l’attenzione si sposta sul secondo sedile. A Montreal Hamilton ha chiarito che il suo contratto arriva almeno a fine 2027, e che il ritiro non è nei suoi pensieri. «Sto già pianificando i prossimi cinque anni.» Parole che non escludono niente.

La Ferrari, dunque, guarda avanti con una coppia stabile almeno nell’immediato. Non è la situazione immaginata a gennaio, quando l’obiettivo era il campionato costruttori e il mercato sembrava ancora fluido. Ma i piani cambiano, e le firme restano.

Leclerc, se porta a termine questo contratto, supererà Schumacher per numero di gran premi disputati con la Ferrari. Solo un numero. Più importante sarà capire se ci arriverà con il titolo già in bacheca, o ancora da inseguire.

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Di Vittorio Gravel

Vittorio covers motorsport as a cultural ecosystem rather than a sequence of races. He focuses on people, contexts, and contradictions, blending reportage and analysis with a calm, direct tone. He prefers the details that reveal more than official statements ever do.