Mercedes lascia Alpine: Otro Capital chiede troppo, Horner aspetta

Mercedes si ritira dall’asta Alpine: quando il prezzo è troppo, anche i grandi fanno un passo indietro

Mercedes ha valutato, ha fatto un’offerta e si è fermata lì. Otro Capital chiedeva circa 720 milioni di dollari per il 24% di Alpine, una quota pagata 230 milioni nel 2023. La distanza tra le due cifre era troppa. I tedeschi hanno deciso che non era il caso di fare rilanci.

La valutazione che non convinceva nessuno

Tre miliardi di dollari: tanto vale Alpine secondo Otro. È una cifra che riflette il boom generale delle valutazioni in Formula 1 degli ultimi anni, non necessariamente i fondamentali specifici del team di Enstone. Mercedes ha preferito non adeguarsi a questa folle corsa al rialzo. Quando le offerte sono state aggiorante e ripresentate questa settimana, il gap era ancora lì, e Stoccarda ha scelto di uscire piuttosto che partecipare ad un asta.

L’operazione aveva già sollevato qualche vocecritica nel paddock. Zak Brown aveva scritto alla FIA chiedendo misure contro le comproprietà tra squadre. Mercedes aveva risposto che l’intenzione era una partecipazione finanziaria pura, nessuna struttura satellite, nessun conflitto di interessi operativo. La risposta era ragionevole. Il punto sollevato alla fine è diventato irrilevante.

Horner e il ritorno con condizioni

Con Mercedes fuori, Christian Horner è il candidato più in vista per guidare l’acquisizione di Alpine. Vuole rientrare in Formula 1, ma non come team principal, non solo in quella veste. Vuole una quota nel capitale del team a cui si unisce. Alpine, con il 24% di Otro ancora in cerca di acquirente, gli offre quella possibilità.

Il suo rapporto con Flavio Briatore, advisor esecutivo di Alpine, è noto da anni. E Briatore, parlando ai giornalisti a Parigi nei giorni scorsi, aveva detto qualcosa di abbastanza specifico: «Mi mancano persone di qualità e con esperienza, perché il team è ancora molto giovane.» Difficile non leggerci almeno una mezza apertura.

Horner sta esplorando anche la strada BYD, un progetto completamente diverso e più lungo da costruire. Il dossier Alpine è quello che offre soluzioni più nell’immediato.

Settembre come spartiacque

Fino ad allora, Renault mantiene il diritto di veto su qualsiasi cessione. Dal primo ottobre, Otro potrà vendere a chi vuole senza approvazione della casa madre. Philippe Krief, CEO di Alpine, ha chiarito che Renault non ha fretta di decidere e che il suo 76% non si tocca. Non c’è nessuna exit strategy in corso.

Alpine continua, con la governance che resta a Parigi e un quarto del capitale che aspetta un compratore disposto a pagare il prezzo che Mercedes ha rifiutatod di sborsare. Horner deve ora provare a convincere Otro che quella quota non vale quella cifra. E Renault, almeno per ora, ha ancora l’ultima parola, anche su quello.

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Di Vittorio Gravel

Vittorio covers motorsport as a cultural ecosystem rather than a sequence of races. He focuses on people, contexts, and contradictions, blending reportage and analysis with a calm, direct tone. He prefers the details that reveal more than official statements ever do.