Il verde che torna
Ci sono nomi che diventano casa. Non subito: ci vuole tempo, ci vogliono stagioni, ci vogliono vent’anni di maglie e sconfitte e titoli cuciti addosso finché non riesci più a separare il club dal nome che porta sul petto. La M di Movistar era così, sulla “jersey”dell’Inter di Torrejón.
Fine giugno, poi sparirà.
Fino ad allora resta dov’è sempre stata, nel mezzo del petto, mentre la squadra si prepara ai playoff contro il Jimbee Cartagena. Poi il club andrà avanti. Si chiamerà Inter JP Financial.
JP Financial è una società di consulenza e pianificazione finanziaria. Già quest’anno compariva sui pantaloncini, quasi di lato, come chi si fa vedere prima di bussare davvero. Adesso bussa, e lo fa per entrare dalla porta principale.
La cosa strana, però, è il colore. Il club ha scelto di tornare al verde, quello storico, quello che i tifosi più anziani ancora ricordano. Non il colore degli ultimi anni: il verde di prima, quello che le maglie sfoggiavano quando il club era ancora giovane e senza grandi sponsor. Una scelta che dice qualcosa su come si vuole raccontare questo passaggio.

Al Pabellón Jorge Garbajosa, giovedì, la cerimonia è stata semplice. Tre capitani: Jesús Herrero, Cecilio, Raya. Sul parquet, sotto le luci del palazzetto, hanno indossato la nuova divisa davanti ai fotografi. Qualche scatto. Qualche applauso.
Pedro Muñoz, fondatore di JP Financial insieme a Javier Rumbo, ha parlato di fiducia, di missione condivisa, di tornare a competere al massimo livello. Parole che si dicono sempre, in giorni come questo. Non per questo meno vere.
Quarantotto anni di storia, un logo che cambia, un colore che torna. Il futsal è fatto anche di questo: di nomi cuciti sul petto, di accordi firmati in palazzetti silenziosi, di una maglia verde appoggiata su un tavolo mentre fuori, già, il calendario aspetta.

