Red Bull sidepod 2026: lo spigolo che il paddock non aveva previsto

A Miami la Red Bull ha introdotto un concetto di sidepod che sfrutta una concessione regolamentare per creare una geometria che gli altri team ritenevano impossibile.

A Miami, la Red Bull è arrivata con una macchina visibilmente diversa. Un grande diveplane sul musetto, l’ala posteriore ruotata in posizione capovolta, un nuovo concetto di sidepod con pareti alte e ampi waterslide, la geometria del fondo rivista. I cambiamenti erano evidenti. La ragione meno.

Quello che distingue davvero il pacchetto non sono le forme vistose ma uno spigolo. Uno spigolo netto, nella parte posteriore del sidepod, nel punto in cui incontra il fondo. Dove la Ferrari, la Mercedes e la McLaren hanno transizioni curve e continue, la Red Bull ha una discontinuità geometrica intenzionale. Un bordo tagliente che non avrebbe dovuto essere possibile.

Il regolamento e i suoi confini

Il regolamento F1 divide la carrozzeria in volumi di riferimento, zone di legality con vincoli geometrici diversi. Nella zona del sidepod vale una regola precisa: nessuna superficie aerodinamica può avere un raggio di curvatura inferiore a 50mm in concavo o 75mm in convesso. Bordi affilati, discontinuità, strutture multi-elemento in un piano singolo sono esclusi. La carrozzeria dev’essere liscia, continua, prevedibile.

Il regolamento definisce però come “superfici aerodinamiche” solo quelle che, dopo le operazioni di trim e combinazione dei componenti, restano in contatto con il flusso d’aria esterno. Quando due componenti vengono combinati, i bordi interni all’interfaccia smettono di essere superfici esposte. Non sono più “superfici aerodinamiche” ai sensi del regolamento. I raggi minimi non si applicano.

Lo spigolo della Red Bull non è, tecnicamente, una superficie. È un giunto tra due componenti. La FIA lo ha ritenuto legale.

Cosa comporta quello spigolo

Andrea Stella ha confermato che la McLaren lo sta studiando. Vale la pena capire perché.

La teoria prevalente è che lo spigolo netto generi un vortice ben definito all’angolo esterno posteriore del fondo. Insieme alle slitte nel bordo del fondo, forma una barriera aerodinamica che separa il flusso pulito sotto la vettura dalla turbolenza sporca prodotta dall’impronta del pneumatico posteriore. Sigillare quella zona significa mantenere la pressione bassa sotto il fondo, massimizzare il carico e ridurre il rischio di stalli: quei cali improvvisi di deportanza che rendono una macchina imprevedibile in curva.

La RB22 nella sua prima configurazione non produceva il carico posteriore atteso. I cambiamenti di Miami: sidepod, fondo, carrozzeria, mirano tutti a stabilizzare il flusso in quella zona. Lo spigolo non è un accidente di forma. È la risposta a un problema specifico, costruita nell’unico posto dove il regolamento lasciava la porta aperta.

Il margine del regolamento

La FIA ha approvato la soluzione, ma ha già segnalato che riesaminerà il linguaggio normativo in vista del 2027. Se la soluzione producesse sviluppo intenso e le premesse ci sono l’intenzione dichiarata del regolamento potrebbe prevalere sulla lettura letterale attuale.

Per ora la Red Bull ha costruito una geometria che i concorrenti ritenevano impossibile. Quanto a lungo resti possibile dipende da quanti altri la troveranno utile, e da quanto in fretta la FIA deciderà di chiudere il varco.

Stella ha detto che le vetture sono ancora lontane dalla convergenza. Guardando quello spigolo, c’è da credergli.

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Di Vittorio Gravel

Vittorio covers motorsport as a cultural ecosystem rather than a sequence of races. He focuses on people, contexts, and contradictions, blending reportage and analysis with a calm, direct tone. He prefers the details that reveal more than official statements ever do.