Di Giannantonio alla KTM: Ducati perde il suo pilota migliore

Fabio Di Giannantonio firmerà con la KTM per il 2027. Lo riportano Sky Sports Italia e Motorsport.com: il pilota del VR46 affiancherà Alex Marquez nel team ufficiale della casa austriaca, lasciando vacante un sedile che potrebbe andare a Nicolo Bulega, campione del Mondiale Superbike in carica con la Ducati.

Chi parte è il terzo pilota del mondiale, il più continuo tra quelli rimasti nell’orbita di Borgo Panigale. La Ducati lo lascia andare, e le ragioni sono abbastanza chiare.

Il problema dei posti

La Ducati ha più moto in griglia di chiunque altro. Avere molti piloti competitivi è un vantaggio, ma crea una pressione strutturale: quando arriva il momento di rinnovare, qualcuno resta fuori. Non per demerito, ma per aritmetica.

Il piano per il 2027 esiste già da tempo. Marc Marquez e Pedro Acosta al team ufficiale. Fermin Aldeguer come terzo pilota con contratto factory, per ora frenato dagli infortuni. In questo schema, Di Giannantonio trova spazio solo come alternativa di riserva, nel caso in cui Marquez non si riprendesse dall’intervento al nervo radiale, o Aldeguer continuasse a non decollare.

Marquez è uscito da Le Mans con conseguenze che produrranno un doppio intervento chirurgico a Madrid, alla spalla e al piede. La Ducati considera il suo recupero compatibile con i tempi del 2027. Se così fosse, la coppia Marquez-Acosta avrebbe pochi rivali in griglia, e questo chiude la discussione.

Il contratto che non è arrivato

Di Giannantonio aveva già detto tutto giovedì scorso, a Le Mans, prima che l’accordo con la KTM diventasse notizia: “Sono un pilota Ducati con contratto factory. Penso di meritarmelo per il futuro. Senza questo tipo di trattamento, sarebbe un passo indietro nella mia carriera.”

Il suo agente avrebbe fissato una scadenza alla Ducati. La scadenza è passata senza risposta. La KTM cercava con urgenza due nomi per il team ufficiale dopo aver già confermato Alex Marquez: il pressing ha funzionato. Borgo Panigale ha preferito aspettare.

Non è una novità. Lorenzo, Dovizioso, Bagnaia, Martin: la Ducati non ha mai considerato la continuità un obiettivo in sé, e sui contratti piloti ha sempre risparmiato. Due di quei nomi sono diventati campioni del mondo in rosso. Martin e Bezzecchi, usciti entrambi dall’orbita Ducati, guidano il mondiale 2026 con l’Aprilia.

La logica c’è. Non significa che sia giusta.

Di Giannantonio ha avuto qualche problema alla partenza e qualche difficoltà nel traffico dei primi giri, ma in una stagione dove Marquez ha perso pezzi uno dopo l’altro, è rimasto l’unico pilota Ducati capace di restare competitivo. Non era abbastanza per cambiare i piani della casa di Borgo Panigale, e lui probabilmente lo sapeva.

Il VR46 cerca un sostituto. Bulega è il nome che circola: dal manubrio di una superbike a quello di una MotoGP, dentro la stessa famiglia. Un percorso già visto. Starà a lui dimostrare che stavolta finisce diversamente.

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Di Vittorio Gravel

Vittorio covers motorsport as a cultural ecosystem rather than a sequence of races. He focuses on people, contexts, and contradictions, blending reportage and analysis with a calm, direct tone. He prefers the details that reveal more than official statements ever do.