Benvenuti a Shangri-La


la Sindrome di Shangri-La

C’è una cosa che ho capito frequentando i siti di calcio a 5: se vuoi parlarne, devi trasformarti in un venditore di pentole. Anzi, in una Pro Loco. Non puoi dire che una partita era brutta. Non puoi scrivere che un giocatore è finito. Non puoi nemmeno sussurrare che forse, dico forse, quel quarantenne in mezzo al campo corre come mio zio dopo il pranzo di Natale.

Il Patto da contratto: Solo Elogi, Per Favore

Ho letto decine di articoli del lunedì mattina. Recensioni di partite. Analisi tattiche. Commenti post-gara. E ho notato una cosa inquietante: nessuno perde mai davvero. La squadra ultima in classifica ha “lottato con onore. Il portiere che ha preso cinque gol ha fatto “parate importanti”. L’allenatore che sta retrocedendo a gennaio ha “scelte coraggiose da valorizzare”.

È come se esistesse un comandamento segreto: Non dire mai che il calcio a 5 italiano ha dei problemi, o Shangri-La scomparirà per sempre.

Per chi non ha letto nulla oltre ai post su Facebook (e vi capisco, davvero), Shangri-La è quella valle utopica del romanzo Orizzonte Perduto di James Hilton. Un paradiso nascosto tra le montagne, mistico, armonioso, irraggiungibile.

Ecco, il calcio a 5 italiano è la nostra Shangri-La. Tutti ne parlano. Nessuno sa dove sia. E chi ci arriva scopre che era solo un miraggio.

il quarantenne Eterno

Vi propongo un esercizio mentale.

Immaginate che la vostra squadra del cuore – quella di calcio vero, quello a 11 – annunci l’acquisto di Dante, difensore del Nizza. 41 anni. Gambe che ricordano tempi migliori.

Esultereste? Organizzereste un corteo con fumogeni e striscioni?
Probabilmente no. Probabilmente pensereste: “Cristo, siamo proprio messi male”.
Eppure nella Serie A di futsal questo succede regolarmente. E non solo: viene celebrato.

Luka Modrić a 40 anni gioca nel Milan e fa anche bene, certo. Ma il suo arrivo ha sancito una cosa chiara: la Serie A non attira più talento giovane. Si accontenta di giocatori atleticamente spenti ma tecnicamente ancora utili.
Quindi perché non richiamare Kazuyoshi Miura, che ne ha 58? Mitico Kazu, leggenda vivente. Se l’età non conta più, tanto vale fare le cose in grande.

Il Problema Che Non Esiste (Ma Esiste Eccome)

Il calcio a 5 italiano non ha settori giovanili degni di questo nome.
Non offre prospettive di carriera.
Non paga abbastanza per giustificare sacrifici.
Quindi perché un diciottenne dovrebbe dedicare la sua giovinezza a un pallone che rimbalza poco invece che a Netflix, TikTok o un lavoro vero?

La risposta è semplice: non lo fa.

E le società cosa fanno? Ripiegano sull’usato sicuro. Anzi, sull’usato molto usato. Perché i giovani o non ci sono, o non vengono ritenuti all’altezza.
Ma all’altezza di cosa, esattamente? Di una Serie A dove giocano quarantenni?

La Retorica del “Best Sport on Earth”

Poi ci sono loro: i profeti del futsal.
Quelli che ti dicono che il calcio a 5 è “propedeutico” al calcio. Che è “bellissimo”. Che se non lo ami “non capisci niente di sport”.
E io mi chiedo: se è così bello, perché non ci gioca nessuno?
Se è così spettacolare, perché gli spalti sono vuoti?
Se è così formativo, perché le giovanili del calcio a 11 non sono tutte basate sul futsal?

Non fraintendetemi: il calcio a 5 può essere bellissimo. Tecnico, veloce, divertente. Ma il calcio a 5 italiano, quello che vedo io nelle domeniche pomeriggio su qualche streaming pixelato, spesso non lo è.

Il Lunedì Degli Inganni

Avete mai letto le cronache del lunedì sui siti specializzati?

Sembrano comunicati stampa delle squadre. Nessuna critica. Nessun giudizio negativo. Solo celebrazioni. Quando una squadra è destinata alla retrocessione a gennaio, se ne parla come si parlerebbe di un parente sorpreso a correre nudo in centro: con imbarazzo, sottovoce, sperando che nessuno se ne accorga.

E poi, tanto, chi retrocede viene ripescato. Sempre. Perché le categorie inferiori sono ancora più vuote di quelle superiori.

Ma il vero peccato capitale è un altro.

Il Tradimento Dell’Occasionale

Immaginate di essere un tifoso curioso. Leggete online che il futsal è fantastico, che ci sono folle agli stadi, che i giocatori sono artisti.
Decidete di andare a vedere una partita.
Arrivate al palazzetto: 50 persone, di cui 40 sono parenti dei giocatori.
Vedete in campo: quarantenni che arrancano, errori tecnici da terza categoria, ritmo da partita tra amici.
Come vi sentireste?
Traditi.
E la fiducia, quella, non la recuperi più.

Shangri-La Non Esiste (E Va Bene Così)

Il punto non è denigrare il calcio a 5. Il punto è smettere di raccontare bugie. Il futsal italiano ha problemi strutturali enormi.
Fingere che questi problemi non esistano non li risolve. Anzi, li peggiora.
Perché ogni persona che si avvicina attratta da promesse false e scopre una realtà deludente, è una persona persa per sempre.

Se Dicessimo la Verità?

Forse, se iniziassimo a dire le cose come stanno, qualcosa cambierebbe.
Forse qualche dirigente capirebbe che servono investimenti veri sui giovani.
Forse leggeremmo qualche domanda scomoda.
Forse qualche società capirebbe che non basta farsi ripescare ogni anno perchè ci sono altre squadre in difficoltà economica.

O forse no. Forse continueremo ad aspettare l’esplosione del futsal in Italia mentre il mondo va avanti.
Nel frattempo, se volete, potete cercare casa a Shangri-La. Mi dicono che ci sono offerte interessanti.

L’Amore Non Basta

Amare uno sport non significa mentire sui suoi difetti.
Amare uno sport significa volerlo migliorare.
Il calcio a 5 italiano merita critiche oneste, non pubblicità ingannevole. Non merita comunicati stampa mascherati da articoli.

Merita tifosi che pretendano di più, non spettatori rassegnati.
Fino ad allora, continueremo a cercare Shangri-La.
E continueremo a non trovarla.

Di Elias Rowe

Elias Rowe writes about the things he loves to understand the world around him. His voice is calm, observational, and quietly ironic, always searching for meaning in the details.