Non si è ancora giocato un minuto della Coppa Italia 2026 di futsal maschile, eppure posso già anticiparvi con buona approssimazione le dichiarazioni post-evento. Non perché sia un veggente, ma perché alcune cose, nel mondo dello sport, non sono scritte nel destino. Ma nel copione.
Ecco, immaginatevi la scena: il presidente (quello con la cravatta giusta e il sorriso da “guarda mamma sono su sky”) da bordo campo, si schiarisce la voce, guarda la telecamera come se stesse parlando alla storia, e parte:
«Questa Coppa Italia rappresenta un punto di svolta per il nostro movimento. Abbiamo assistito a un futsal maturo, moderno, riconoscibile nella sua identità e capace di emozionare un pubblico sempre più ampio e competente.»
Tradotto: “Sempre la solita Final Four, è andato tutto bene. O almeno così diremo.”
Poi, come da copione, arrivano i dati. Quelli che sembrano usciti da un powerpoint preparato mesi fa, ma che verranno presentati come una rivelazione divina:
- «Un incremento significativo dell’affluenza» (tradotto: “Abbiamo contato anche i parenti dei giocatori e i tesserati delle squadre della zona, che casualmente questo fine settimana non devono giocare”).
- «Una forte partecipazione delle famiglie e dei giovani» (tradotto: “Perchè siamo lo sport del futuro, ma dovete avere pazienza il futuro non arriva facilmente”).
- «Una copertura mediatica ampliata» (tradotto: “Siamo su YouTube ma anche lì gratis non è che ci veda più gente da quando facevamo le dirette con lo smartphone”).
- «Un livello tecnico che ha valorizzato l’intero movimento» (tradotto: “Qualcuno ha fatto una rovesciata. L’abbiamo filmata e la manderemo in loop per i prossimi 5 anni, quando quel giocatore di anni ne avrà 45”).
E poi, ovviamente, il ringraziamento finale:
«Il successo organizzativo e sportivo di questa manifestazione è il risultato di un lavoro condiviso. Ringrazio le società, i dirigenti, gli arbitri, i partner e tutti coloro che hanno contribuito a realizzare un evento che ha mostrato, ancora una volta, la forza e il potenziale del futsal italiano.»
Tradotto: “Grazie a tutti, soprattutto a quelli che hanno pagato.”

Le Parole Magiche e le Foto Obbligatorie
Ora, se volete davvero sentirvi parte di questo mondo, dovete sapere che ci sono delle parole d’ordinanza che non possono mancare in nessun comunicato che si rispetti. Ecco la mia lista (non ufficiale, ma verificata sul campo):
- «Straordinario» e «storico» (spesso nella stessa frase, tipo «un evento straordinario e storico»). Se manca uno dei due, qualcosa è andato storto.
- «Magico» (perché lo sport è magia, anche quando il parquet ha le buche che nemmeno per le strade di Roma e o si gioca in una tensostruttura).
- «Percorso» ( «un percorso di crescita» – come se fosse una via crucis, ma con più sudore).
- «Giovani» e «futuro» (perché il futsal è lo sport dei giovani, anche se in campo ci sono 40enni con le ginocchia altamente rivedibili).
- «Visione» e «credibilità» (due parole che, messe insieme, fanno sembrare tutto più serio).
E poi, ovviamente:
- Code chilometriche (anche se sono 20 persone in fila, l’angolazione è tutto).
- Spalti gremiti (se non lo sono, si usa il grandangolo).
- Foto istituzionali con mento alto (il classico “sguardo verso il futuro”).
- La “Grande Festa del Futsal” (sperando che non diventi una rissa da saloon).

La Real(istica) Magia del Futsal
Ora, io non sono qui per fare il cinico. Il futsal mi piace. Mi piace perché è veloce, perché è tecnico, perché in un palazzetto si crea un’atmosfera che negli stadi enormi non troverai mai. Mi piace perché è uno sport che si guarda da vicino, dove vedi le smorfie dei giocatori, senti le parolacce, percepisci la fatica.
Ma mi piace anche perché, ogni volta, qualcuno prova a venderlo come “la rivoluzione dello sport italiano”, e invece è solo una delle tante discipline, con i suoi pregi, i suoi difetti, e una retorica che, alla fine, fa sorridere.
Quindi sì, la Coppa Italia 2026 sarà un successo. Ci saranno dati positivi, dichiarazioni entusiastiche, e qualcuno che dirà «è l’inizio di una nuova era». E io, nel mio piccolo, continuerò a guardarla sperando che, almeno per una volta, la magia non sia solo una parola nel comunicato stampa.

